1. Visita in ospedale (edm.14)


    Data: 11/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69

    ... (passerei ora a baciargli i glutei e leccare la fessura tra le natiche) ma qualcosa che va oltre, che trascende il mio essere agganciandosi a qualcosa di più grande.
    
    Il tempo tuttavia, inesorabile, passa: sono quasi le sei del pomeriggio: devo svegliarlo altrimenti gli sarà impossibile fare visita alla mamma in ospedale.
    
    “Eugène – dico toccandogli leggermente la spalla – sono le sei passate”
    
    Si volta imbronciato “chi è? Cosa c’è? Voglio dormire vai via…”
    
    È dolce, tipicamente giovanile questa sua indolenza ma, convinto della giustezza dei miei propositi, insisto.
    
    “chiama Max e fatti portare del caffè” dice con voce gutturale mentre a sua volta entra in bagno.
    
    Max è come sempre impeccabile e velocissimo o forse, più semplicemente, conosce le abitudini del “signorino”: servono solo pochi attimi per vederlo arrivare con un vassoio dove troneggia una fumante caffettiera da quattro affiancata da un vassoio di pasticcini alla panna e gusto frutta.
    
    “umm! Che risveglio regale!” commenta rientrando
    
    “si, sono davvero buoni questi dolci e anche il caffè è ottimo”
    
    “su sbrighiamoci, che devo correre in ospedale!”
    
    “guarda che sei tu che ti sei addormentato come un ghiro!”
    
    “per forza frocetto! Mi svuoti di ogni energia” aggiunge ridendo
    
    “non chiamarmi frocetto!”
    
    “ricchioncello ti piace di ...
    ... più?”
    
    “vaffanculo!”
    
    “è troppo divertente prenderti per il culo Fa! Ancora non lo hai capito che più te la prendi e più ci divertiamo?”
    
    “pensa alle cose serie che è meglio”
    
    “su questo hai pienamente ragione – risponde vestendosi velocemente con le prime cose che trova nell’armadio: slip e jeans kevin klein, t-shirt verdina lacoste e scarpe nike nere – come sto?”
    
    “sei meravigliosamente stupendo!”
    
    “e tu sei stupendamente finocchio! Dai sbrigati… adesso guido io altrimenti arriviamo domattina.
    
    Questa volta la guida del mio amico è decisamente sportiva: impieghiamo meno di dieci minuti dalla villa all’ospedale. Dopo aver parcheggiato la mini nel posto libero a lato della mia panda, mi congeda frettolosamente
    
    “Voglio stare da solo con mamma ora”
    
    “capisco perfettamente…”
    
    “sei uno sveglio… non è nelle mie corde dirlo ma… grazie… Oggi mi hai salvato da me stesso… ti chiamo domani: alla fine della scuola manca solo una settimana e dobbiamo recuperare ancora latino, greco, filosofia…”
    
    “conta pure su di me: aspetto la tua telefonata. Ciao”
    
    Infilo la chiave nella serratura rugginosa della panda ed imbocco la strada verso casa guardando dallo specchietto retrovisore il mio amico dirigersi ad ampie falcate verso l’ingresso dell’ospedale.
    
    Fine 14^ puntata
    
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