1. Visita in ospedale (edm.14)


    Data: 11/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69

    ... solito.
    
    Sorride
    
    È un piccolo Eros che vuole il suo divertimento ed io non aspetto altro.
    
    “adorami!
    
    Mi avvicinino tremante. Gli bacio il collo poi, slacciato il debole nodo della cintura, gli faccio scivolare sulle spalle l’accappatoio coprendolo di baci ansimanti. Lui è ora completamente nudo con il membro eretto
    
    “ahia… mi fanno male le ginocchia!”
    
    “cazzi tuoi… stai più giù… ecco così!” dice premendo imperioso un piede sul mio collo. Sento il palmo umido a contatto con la pelle mentre la bocca arriva a toccare il pavimento di pietra per poi essere spinta, con un ulteriore pressione, verso l’altro piede.
    
    Sono completamente soggiogato dalla sua fisicità e dalla potenza del desiderio: copro di liquidi baci la sua estremità per risalire, del tutto fuori controllo, al polpaccio, al cavo popliteo e poi scendere dal ginocchio, di nuovo, verso il piede.
    
    È a questo punto che Eugène con rapido movimento, libera il collo e seduto a bordo letto, mette i piedi sulla mia faccia.
    
    Non ho mai vissuto un’esperienza simile: bacio convulsamente le sue estremità in tutti i modi possibili poi, quando l’alluce del piede sinistro insiste dispotico per aprirsi un varco sulle labbra, inizio ad emettere mugolii di incontrollato, folle eccitamento, nonché a masturbarmi con furia mentre gli incisivi mordono il suo ditone.
    
    Con una forte spinta al torace mi allontana: “no no no! ricchione del cazzo! Non devi segarti… quanto volte devo ripetertelo?” girati!”
    
    Eseguo ...
    ... ritrovandomi, con le spalle rivolte verso di lui, a guardare la parete della stanza. Per un secondo penso gli sia passata la fantasia: invece mi sbaglio: l’alluce che prima gustavo con tanta goduria sta ora violando il mio buchetto
    
    “e il plug? Te lo sei dimenticato zoccolone? Basta distrarsi un attimo che fai di testa tua… non funziona così lo sai, vero?”
    
    “me ne sono sono dimenticato con tutto quello che è successo oggi!”
    
    “ok, ok per questa volta sei perdonato, ma che non si ripeta ok?” risponde mentre con i muscoli della gamba continua a spingere il ditone dentro la mia virtù ormai deflorata
    
    “non si ripeterà, lo giuro!” rispondo con parole intervallate da gemiti e, mentre lui prova invano ad infilare anche l’altro alluce, stendo un braccia sul pavimento parallelo alla testa: sto per stendere anche l’altro quando la bocca, ora di nuovo al livello del pavimento, incespica nello slip scatenatore di questo delirio pomeridiano; così, incurante delle conseguenze, mentre i suoi piedi lavorano dietro, inebriato dall’aroma acre della sera precedente, bastano due colpi di mano al cazzo durissimo per arrendermi ad un liquido annientamento.
    
    Eugène impiega qualche secondo ad accorgersi della mia venuta, ma quando succede la sua reazione è meno irritata di quanto temessi. “Wow… quanta produzione!” esclama staccando i piedi e facendomi girare nuovamente verso di lui.
    
    “sarai stanco… stenditi sul letto… ora tocca a me svuotare il carico!”
    
    Con un leggero capogiro mi rialzo ...
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