1. Visita in ospedale (edm.14)


    Data: 11/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69

    ... stendendomi quasi subito sul comodo giaciglio… le mani, palmi al soffitto, sono mollemente abbandonate, la testa piegata di lato.
    
    Sono esausto ma ho una voglia potente e pazzesca di sentire Eugène dentro di me.
    
    Passano pochi istanti e il desiderio viene esaudito: il mio demone dai riccioli biondi si stende sopra di me; sento il suo dolce peso e l’inconfondibile aroma della sua pelle fresca. Inizia a spingere: l’ingresso del cazzo è infintamente più godurioso di quello del ditone e, bramoso di appagamento, compio piccoli momenti rotatori e sussultori per agevolare la profondità di questa penetrazione.
    
    Sento così tutta la sua asta dentro fino alle palle e, quando inizia a riempirmi di colpi, prima lenti e lunghi poi sempre più veloci e rapidi, tendo i gomiti per attaccarmi, gemente, all’estremità del materasso assecondando i suoi affondi.
    
    La cavalcata di Eugène è dirompente, un sapiente mix di impennate e rallentamenti mentre all’orecchio sussurra ineffabili oscenità.
    
    Anche questa volta come le altre, vorrei non terminasse mai perché… è noto fin dall’antichità: post coitum mestitiam… quando percepisco una lieve contrazione nel movimento so che la fine è vicina e accolgo, appagato, il liquido vischioso che riempie le viscere.
    
    Il membro di Eugène scivola fuori e lui, scompostamente disteso al mio fianco, si addormenta quasi subito. Mi ritrovo stretto in un abbraccio spossato: una sua gamba scavalca di traverso le mie mentre con il braccio sinistro teso sulla ...
    ... schiena, appoggia una mano sulla spalla quasi ad afferrarla.
    
    Sento di essere un po' il suo bambolotto in carne e ossa al quale stringersi nei momenti delicati. Tale pensiero mi rendo felice, ma poi vengo assalito dal dubbio: potrei anche essere solo un giocattolo vecchio da dimenticare in un angolo quando non serve più.
    
    Scaccio questi brutti pensieri ascoltando il suo respiro farsi pesante e cerco di muovermi il meno possibile per non disturbare il mio angelo. Stiamo riposando insieme dopo l’amore e indubbiamente è un momento di intimità totale.
    
    Dall’angolo di finestra che posso scorgere senza cambiare posizione intuisco che il sole si sta avviando verso il tramonto e, sincronizzato il mio respiro al suo, scivolo in un dormiveglia inquieto.
    
    Non riesco a capire che ore siano ma quando riapro gli occhi ho bisogni di stiracchiare i muscoli così, pur a malincuore, cerco, molto delicatamente, di scivolare fuori da quell’abbraccio spossato: premendo con la pancia aderente al materasso rigido riesco a liberare il dorso, poi, con rinnovata estrema accortezza, sfilo prima una gamba e poi l’altra.
    
    Faccio una veloce doccia rinfrescante e torno poi vicino al letto ad asciugarmi guardandolo dormire: mi illudo di indovinare i suoi pensieri che di tanto in tanto gli attraversano la fronte corrucciata. È così bello e indifeso di fronte agli incubi del sonno e a quelli ben peggiori della vita quotidiana… sento un trasporto che non è più solo una pur intensissima attrazione fisica ...
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