1. 02. zio lucio - il segnale della resa


    Data: 15/06/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: acheronte2, Fonte: Annunci69

    ... loro non capiscono come siamo fatti noi e noi non capiamo come sono fatte loro! Forse solo fra noi uomini ci capiamo bene»
    
    «Questo sicuramente!»
    
    «Infatti sulle navi, sai… stando tanti mesi lontani… beh… ho sentito dire da più di qualche collega... che andava a trovare degli altri colleghi nostri... quelli un po’ effemminati... nelle loro cabine, che gli facevano certi servizietti come questi… anche in gruppo»
    
    «Veramente?»
    
    «Si si, e non sai quante volte mi avevano invitato ad andarci! Ma io niente, è più forte di me… mi piace la patata a me! Il solo pensiero che hanno l'uccello…»
    
    «Quindi nessuno te lo hai mai succhiato in quel modo?» spingendo con la coscia sul pene duro. Ormai il segnale era evidente.
    
    «No» arrossendo e fissando l’immagine della sborrata con ingoio.
    
    «E non senti mai il desiderio di provare?» sedendomi su una sua coscia.
    
    «Si»
    
    Gli agguantai il cazzo, in evidente stato di tumefazione, segandolo attraverso la stoffa dei pantaloncini. Mi bloccò la mano, ma io forzai fin quando non lasciò la presa.
    
    ERA IL SEGNALE DELLA RESA.
    
    Rimase in silenzio, in attesa. Aveva capito cosa io cercassi da lui e che avevo deciso di andare fino in fondo.
    
    Abbassai l’elastico ed estrassi la bestia: era grossissimo e bagnato, più o meno quanto quello di mio fratello Lorenzo, ma più peloso, con la pelle più spessa e scura. Iniziai a menarglielo. A quell’età non mi perdevo ancora in convenevoli come faccio troppo spesso adesso.
    
    Il respiro gli si fece ...
    ... pesante. Mi alzai per cercare di abbassargli i pantaloncini: volevo giocare con i suoi coglioni come faceva la rossa del fotoromanzo porno. Lui, invece si alzò e se li abbassò lasciandoli cadere alle caviglie.
    
    Mi ritrovai davanti lo spettacolo di un biondo vichingo adulto, dalle gambe tornite come quelle dei Bronzi di Riace ma con il cazzo grosso ed eretto come quello di un satiro danzante. Solo che lui non danzava, ma era fermo impalato nell'attesa di godere, facendo finta di nulla.
    
    Sfogliava la rivista porno sporgendo il bacino in avanti per agevolare la sega che gli stavo praticando. Attratto dall’enorme sacca dei testicoli, mi inginocchiai per leccargliela. Mi guardò con la coda dell’occhio ma non proferì parola. Feci come pensavo di dover fare: comincia a leccargli a lingua piena i testicoli mentre con la mano continuavo a segarlo. Sentii un lamento di piacere, che lui stesso soffocò immediatamente. Cambiai mano data la difficoltà nel masturbare quel pesante fardello incombente sulla mia testa, fino a quando non me lo lasciai cadere sul viso. Udii un secondo lamento di piacere soffocato.
    
    Decisi di provare.
    
    Ormai del tutto scappellato, mi introdussi con difficoltà il membro in bocca, riuscendo a coprire tutta la cappella e poco oltre, umettando con tanta saliva. Lui fece uno scatto, come se stesse perdendo l’equilibrio ma distribuì solo il peso sull’alta gamba. Feci leva con le mani sul suo bacino per cercare di introdurre possibilmente quanti più centimetri ...
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