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Racconto libero - l'oscuro ivÁn - parte 1 la discoteca
Data: 26/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Syren, Fonte: Annunci69
... attesa…forse ha assunto quella posizione confortevole per godersi il mio spettacolo. Un’onda di pizzicante orgoglio mi sale dalla pancia e mi sprona a mettermi subito in azione. Come in risposta al mio desiderio, vedo i ballerini abbandonare il palco e fare segni di incitamento nella mia direzione, le luci si abbassano fino a raggiungere una tonalità blu, mi posiziono al centro tra i due tendoni in posizione autoritaria, poi la voce squillante di Marco: - Direttamente dalla grande mela lombarda, la creatura notturna che ammalierà i vostri sensi volando attorno ad un palo…ecco a voi: Syren! – Faretti dalle tonalità più chiare sfumano la luce bianca davanti a me, dj Pippo fa partire dalla sua console il pezzo che gli avevo consegnato, “Angels” dei Within Temptation. I violini introducono le parole cristalline di Sharon de Adel ed io esco dall’ombra con passo lento e cadente. I primi applausi di benvenuto mi accompagnano fino al centro del palco, dove faccio scivolare la mantella ai miei piedi fingendo pudicizia e reclinando il volto di lato. Inizio a muovere anche le braccia al ritmo crescente della musica, come rami sinuosi che si staccano dal tronco centrale, mentre un bastone scenico ad uncino fa sparire la mantella nel buio. Come a rallentatore, costruisco lentissime piroette su tutto il palco, mentre un palo d’acciaio scende dall’alto con lo stesso incedere; quando completo il cerchio e torno al punto di partenza, afferro la sbarra che ormai si è fermata e ...
... rimane sospesa a pochi centimetri da terra. Con presa salda mi abbandono su un fianco, mi do una spinta con il busto ed inizio a volteggiare per inerzia; essendo il mio sostegno agganciato solo in alto, la gravità mi porta molto vicino al pavimento e, con l’altra mano libera, lo sfioro come fosse un liquido scuro, in ampli cerchi. L’illusione delle luci fredde, supportata da un video sullo schermo dietro di me che riproduce foglie volteggianti su uno specchio d’acqua, scatena fra il pubblico una serie di sospiri meravigliati. I primi cellulari si alzano per riprendere la magia che sto creando e mi delizio mentalmente del risultato in cui speravo. I colpi di batteria infiammano il ritmo della canzone e sveltiscono i miei movimenti, mi stacco dal palo e, piegando le gambe feline, mi sposto lungo il palco e ruoto le mani con fare stregonesco, distendendo e piegando le dita come fossero artigli. Continuo in alternanza tra la sbarra e lo spazio circostante, mentre gli acuti della cantante si alzano in armonia. Grida di un cuore spezzato ed una promessa infranta; ispirandomi al testo mi colpisco il petto con un pugno per poi levarlo verso l’altro con il braccio disteso e la mano aperta, come l’angelo vendicatore della canzone. Mi libro in aria nonostante il peso degli stivali, mi chiudo a guscio di scatto e poi mi elevo di nuovo, la musica raggiunge il suo apice insieme e poi cala lentamente, mentre io striscio dietro il palo, mi inginocchio e lo afferro fra le mani a ...