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Racconto libero - l'oscuro ivÁn - parte 1 la discoteca
Data: 26/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Syren, Fonte: Annunci69
... vertiginosi ed eleganti tacchi a spillo da 15 cm e la pianta del piede su un più stabile plateau. Chiudo un collare in cuoio e lo regolo per non strozzarmi, da un anello centrale in acciaio pende una catenella dello stesso materiale che scende fino alla fine dello sterno e poi si divide in due rami opposti che fisso ai bordi inferiori del corsetto. Sfilo uno dei cerchi all’orecchio destro ed inserisco un pendente in stagno battuto e collego, con una catenina sottilissima e lasca, l’orecchio sinistro con il piercing laterale al naso. Controllo e correggo leggermente il trucco e poi vaporizzo un po’ di profumo (“Alien” – donna - di Mugler) sotto le orecchie sui lati del collo, fra i peli del petto alto, dietro la nuca, nell’incavo fra le braccia e sul pube, fra il pelo raso che fa capolino dal pizzo. Mi rilasso sulla sedia ed attendo sorseggiando un cocktail che qualche buon samaritano aveva lasciato lì. Dopo una mezz’oretta trascorsa a scrollare profili di maschietti su Grindr, arriva un PR che mi avverte dell’imminente fine dello spettacolo di Marco e l’inizio del mio turno. Indosso la mascherina ricamata in pizzo e strass neri, infilo e sistemo la mantella in tessuto damascato scuro che mi copre le spalle e scende fino a terra dietro e si divide in due larghe fasce davanti, attraverso le quali posso far passare le braccia. Esco dal camerino e i rumori assordanti mi colpiscono nuovamente come una massa fisica. Mi avvio verso la console senza ...
... incrociare lo sguardo di nessuno, nell’inutile tentativo che qualcuno mi noti e possa guastarsi l’entrata a sorpresa; ma, come facilmente prevedibile, alcuni ragazzi mi scoprono e commentano incuriositi. Salgo le scalette laterali al palco e riesco a nascondermi dietro uno dei tendoni, spiando leggermente la scena: i ballerini sono i più vicini, hanno le braccia incrociate dietro la schiena, sorridenti e affannati dall’animata coreografia che avranno sicuramene eseguito egregiamente perché il pubblico ancora applaude entusiasta. Non riesco a scorgere Sara Banda, ma le sue parole riecheggiano dal microfono alle casse. Anche la sua voce sembra spezzata da respiri lunghi, si sarà scatenata nel suo perfetto lip-sync ed ora sta tentando di ringraziare il corpo di ballo e gli spettatori esultanti. Sbircio leggermente tra le pieghe di stoffa: il palco illuminato a giorno dai fari a luce calda, nella penombra più scura della pista visi sorridenti tutti ghermiti, sullo sfondo della sala la folla si dirada tra persone che vanno alle toilette o chiacchierano con i bicchieri in mano…e poi eccolo. Il “dark misterioso” si sta muovendo lento in solitaria, dirigendosi verso un divanetto vuoto, dove si siede comodo appoggiando le braccia aperte sullo schienale e le gambe divaricate, padrone di sé. Qualcuno lo osserva incuriosito, ma, forse per la posizione troppo imperiosa, non osa disturbarlo. Da quella distanza non riesco a scorgere bene il suo viso, ma sembra proprio che sia in ...