1. Racconto libero - l'oscuro ivÁn - parte 1 la discoteca


    Data: 26/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Syren, Fonte: Annunci69

    ... già divorando a distanza e le sue mani accennano a sfiorarmi i fianchi nudi.
    
    Cedo al suo incantesimo di magnetismo e lo bacio.
    
    Inizialmente fievoli, le sue labbra sono stranamente fresche, come se si fosse appena dissetato con una bevanda ghiacciata, sfiorano le mie come a darmi un educato benvenuto.
    
    Poi, rigido come una colonna di granito, mi afferra sicuro i fianchi e mi trae a sé con decisione, baciandomi appassionatamente, mentre io avvinghio entrambe le braccia al suo collo ed una sua mano si stringe salda dietro al mio.
    
    Rispondo infilando la lingua nella sua bocca, assaggiandolo: è come assaporare liquore, dolce e dai toni resinosi, come fosse fatto fermentare in botti di legno di pino affumicato. Roteo il mio muscolo per non perdermi nessuna sfumatura gustativa, vengo punto dai suoi denti che si ritraggono per ammorbidirmi con la lingua abile e rasposa. Le sue mani sono forti come morse di ferro, ma non mi fanno male, percepisco solo la loro potenza mentre mi palpano ovunque. Il costato, la schiena sotto il cardigan, tirano gli elastici del mio perizoma, seguono i bordi fino al gluteo che viene strizzato caparbiamente, la coscia libera dal latex viene agguantata e mi abbandono alla sua passione.
    
    Con una premessa del genere mi chiedo di cosa sia capace quest’uomo in un ambiente più intimo e tranquillo. Come se mi avesse letto nel pensiero, mi sussurra all’orecchio in tono risoluto ma voluttuoso:
    
    - Ti andrebbe di abbandonare questo luogo affollato, ...
    ... bella creatura? Casa mia è vicina, possiamo trasferirci lì… –
    
    La voce rassicurante, la terminologia non casuale, le mani che non lasciano il mio fianco ed il mio collo, come se la sua domanda potesse ottenere una ed una sola risposta:
    
    - Dammi dieci minuti… - lo bacio ancora una volta e mi allontano.
    
    Questa volta non permetto a nessuno di interrompere il mio cammino spedito, rientro nuovamente in camerino, mi cambio tralasciando l’intimo e lancio tutto il resto nel borsone, esco di nuova in sala e vado a cercare Lucio per avvertirlo che me ne vado.
    
    Lo trovo vicino al bar mentre parlotta con Sara Banda ed altri ragazzi; ottimo, farò più in fretta. Gli spiego che anticiperei di un’oretta la mia uscita per “irrimandabili impegni notturni” e lo ringrazio per avermi permesso di esibirmi. Saluto con un bacio sulla guancia Marco che mi sussurra un ironico “troia” nell’orecchio. Mi allontano sogghignando con un cenno divertito della mano.
    
    Indosso veloce il cappotto e nel tempo concordato raggiungo il mio esotico nuovo amico che, nel frattempo, non si è spostato di un millimetro. Mi afferra una mano e m’invita verso l’uscita.
    
    Percorriamo il corridoio di specchi, qualcosa di strano attira il mio sguardo nel riflesso, ma poi mi accorgo che mi sono scordato di sfilare il collare e l’arrivo all’uscita mi distrae.
    
    Saluto un arcigno Gianlu che osserva Iván come fosse pericoloso, forse da “maschio rivale” sperava in uno dei nostri post-serata, ci apre il portone e di corsa ci ...