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Un uomo che ti cambia la vita. capitolo 1
Data: 16/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fedex2019, Fonte: Annunci69
... mia cucina. Jacopo era venuto con la moglie, entrambi bellissimi ed affascinanti. Jacopo, in particolare, piaceva a tutti, per tutti aveva un sorriso e tutti riusciva ad intrattenere con la sua amabile conversazione. Molto sexy con il suo completo scuro che esaltava il fisico slanciato e la cravatta sottile regimental, un po' retrò: immagine inusuale per lui ma proprio per questo di notevole impatto. Mia moglie era incantata da lui e quando ci trovavamo per qualche istante da soli senza gli ospiti non mancava di tessere le lodi di Jacopo. Lui d’altra parte era affascinato da mia moglie: “Come è bella….come è elegante…che classe…sei stato fortunato ad incontrarla”. Cominciavo ad averne abbastanza dell’intesa che si era creata tra di loro, mi metteva di malumore e mi creava imbarazzo e gelosia. Jacopo evidentemente se ne accorse anche perché facevo di tutto per stargli distante evitando che i nostri sguardi si incrociassero. Quando mi sono recato in cucina per prendere del vino, mi ha seguito. Eravamo soli. “Tutto bene? Posso aiutarti?”. “Magari grazie, aiutami per favore a portare di là questo vassoio con i canapè. I camerieri sono tutti impegnati”. Così dicendo glielo porgo, tenendolo con la mano destra sulla base. Lui fa per prenderlo ma poggia la sua mano sulla mia, non lo prende per i manici e resta così, provocando un’adesione tra la mia palle e la sua capace di formare per qualche secondo un campo magnetico come generato da una carica ...
... elettrica. Lunghi attimi…anche io indugio… poi, a disagio, sfilo la mia mano dalla sua ma quel tocco questa volta mia ha eccitato come se mi avesse accarezzato i genitali. Ci guardiamo con intensità negli occhi, io non voglio abbassare lo sguardo, lo sfido. Lui mi fa l’occhiolino e mi regala un sorriso malizioso carico di sensualità. Mi volta le spalle e porta il vassoio nel salone, questa volta prendendolo per i manici. Di sottofondo continuava a suonare Johan Sebastian Bach e quelle sonorità segneranno per sempre un momento memorabile, il quarto: la scoperta della fisicità. La serata si prolungò fino a tarda notte. Fu un ricevimento riuscito, gli ospiti erano tutti a loro agio e nessuno sembrava più voler andare via. Io invece non vedevo l’ora di restare solo con i miei pensieri e, confesso, di potermi masturbare pensando alla bellissima mano di Jacopo sulla mia e sognandola mentre percorre il mio corpo. Francamente non so se fino a quel momento potessi considerarmi un bisessuale, in senso canonico. Durante la mia adolescenza mi ero scambiato seghe con un mio amico ma non mi ero mai spinto oltre, seppure più volte lui mi avesse proposto di scambiarci un pompino. Certo, ad essere schietti, più volte mi capitava di invaghirmi di alcuni studenti ma erano forme platoniche, fatte di fantasie sempre opportunamente represse, alimentate dalla stima che loro manifestavano nei miei confronti, a volte riconoscenza, a volte forse altro. Ma mai ho voluto investigare e ...