1. Un uomo che ti cambia la vita. capitolo 1


    Data: 16/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fedex2019, Fonte: Annunci69

    ... con una carica umana difficile da rintracciare.
    
    A volte quando mi rapporto con uno di loro provo una certa afflizione pensando ai loro studenti.
    
    Jacopo, di contro, rappresenta a pieno titolo il profilo del professore capace di stabilire istintiva empatia con gli studenti, di quelli che fanno emozionare le studentesse e, forse, non solo loro.
    
    Ha un viso aperto e generoso illuminato dagli occhi striati di verde, a tratti velati di malinconia, il naso regolare e la bocca ben disegnata, capace di dischiudersi in un sorriso che ammalia, tenero ma anche seducente.
    
    I capelli sono castano chiari, folti ma con un taglio molto corto che lascia appena intuire una natura mossa, forse ribelle. La barba è folta, curata, più scura dei capelli, striata di rame e oro.
    
    Il fisico è sportivo, senza gli eccessi di una assidua frequentazione con le palestre, tonico.
    
    E’ molto alto, un metro e ottantotto, e ha spalle ampie ed erette. Le mani incantano: le dita sono lunghe e nodose, le unghie sono curate con naturalezza. Sono chiare come chiaro è il suo incarnato e quando chiude le nocche si colorano di rosa. Quando ti stringe la mano lo fa con un gesto virile, franco, avvolgente; lascia che sia sempre tu a mollare la presa. Ti lascia una sensazione di piacevole tepore. Ti senti rassicurato.
    
    E’ sposato ma non ha figli. La moglie è molto giovane, di una bellezza che toglie il fiato, forse inadeguata a lui quanto a cultura e classe ma decisamente sensuale.
    
    La madre è francese, ...
    ... vive a Parigi, e da lei ha preso uno stile che non ti lascia indifferente oltre ad una erre arrotata che gli deriva dall’essere bilingue italo-francese.
    
    Veste in maniera sportiva e in lui apprezzo molto la disinvoltura con cui viene in università magari con i jeans ma senza mai perdere in eleganza. Amo i suoi pullover a collo alto in cachemire, indossati a pelle.
    
    Il nostro primo incontro, è stato all’università a mensa. L’ho invitato a farmi compagnia durante il pranzo e abbiamo parlato a lungo, talmente a lungo da farmi arrivare in ritardo a lezione.
    
    La sera, a casa, durante la cena ho parlato di lui a mia moglie, con entusiasmo, evidenziando quanto mi aveva colpito per la sua genuina disinvoltura e la sua colta preparazione. Un collega ideale insomma.
    
    Magari un amico, aggiunse mia moglie.
    
    I giorni e le settimane seguenti furono caratterizzati dall’intensificarsi dei nostri incontri che sempre ci sorprendevano per le cose che ci legavano e che lentamente, emergendo, stavano senza che me ne rendessi conto, stabilendo una rete sottile attorno a me, avviluppando impercettibilmente il mio agire, i miei pensieri. Fili di seta, quasi trasparenti, che mi stavano legando a lui, ogni giorno fissando un nodo sempre più stretto, tanto stretto da risultare indissolubile.
    
    Una malia che mi stava stregando, che mi attirava a lui con una suggestione magnetica.
    
    Ma io non lo capivo. Non capivo i suoi sguardi, il tocco delle sue mani su di me, quando non perdeva occasione ...
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