1. Un uomo che ti cambia la vita. capitolo 1


    Data: 16/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fedex2019, Fonte: Annunci69

    ... tralasciai nulla, tutto fu accarezzato, baciato, leccato, avrei voluto morderlo dolcemente per la voglia irrefrenabile che avevo di quel corpo.
    
    Poi finalmente i nostri cazzi, svettanti, marmorei, vibranti di un piacere sublime, di una perfezione speculare.
    
    Fui io il primo a prenderlo in bocca, pompai senza sosta, su e giù, accarezzando il glande con la lingua, leccando l’asta e poi le palle. Non lo avevo mai fatto ma era la cosa più naturale che avessi sperimentato nella vita. Sembravo nato per quello. Un sapore afrodisiaco, un profumo conturbante.
    
    “Fermati, ti prego! Non voglio venire adesso…!”
    
    Fu il suo turno. Mi fece un pompino che quasi mi fece perdere i sensi. Volevo gridare il suo nome, gridare al miracolo. Mai nella vita avevo provato un piacere tanto sconvolgente, voluttuoso, direi accecante perché i miei sensi si erano fermati per creare un silenzio che facesse eco a quel piacere.
    
    Eravamo solo io e lui, il nostro amore, il nostro piacere.
    
    Quando mi chiese se poteva penetrarmi, ebbi un sussulto di imbarazzo.
    
    “Non l’ho mai preso…ho un po' paura…”
    
    “Voglio entrarti dentro per sentirti mio, fidati di me mi fermerò se avvertirai dolore”.
    
    Mi aveva ipnotizzato, reso arrendevole, lo lasciai fare. Mi fece sdraiare sull’antica stuoia Tuareg, supino. Prese i miei piedi e dopo averli baciati, li mise sulle sue spalle, lavorò il mio culo con la sua saliva, lo massaggiò con le dita, lungamente, e poi iniziò a ...
    ... penetrarmi.
    
    Provai un forte dolore ma istintivamente mi resi docile per accoglierlo, era un dono prezioso che volevo e dovevo fargli.
    
    Entrò inizialmente dolcemente e poi sempre con maggior vigore, quasi con impeto rabbioso. Il suo volto era trasfigurato, ancora più bello di come lo ricordassi, un angelo. Ossessivamente ripeteva il mio amore per me, pronunciava il mio nome all’infinito, anche la sua voce era trasfigurata e mi avvolgeva in un abbraccio bramoso.
    
    Poi, improvvisamente si fermò. Uscì da me lasciando un senso di vuoto che sembrava incolmabile.
    
    “Voglio sentirti dentro di me ma fai piano…hai un cazzo enorme!”.
    
    Si mise a pecora. Prima lo penetrai con la lingua per sentire il profumo e il sapore. Poi entrai con un dito, poi con due: morbido e accogliente.
    
    Lo montai con dolcezza, come se la virulenza della passione si fosse dissolta nella quiete del compimento di un ideale. Lo feci a lungo e a lungo gli dissi cosa provavo per lui.
    
    Lui godeva, io godevo, ansimavamo all’unisono.
    
    Poi mi staccai e eruttai il mio piacere sul suo volto per poi leccarlo e poi baciarlo.
    
    “Ti prego fai lo stesso anche tu”
    
    Lo fece e assaporai le ultime gocce rimaste sulla mia barba.
    
    Esausti ci sdraiammo, mano nella mano, uno accanto all’altro. Era calata la notte, avevamo fatto l’amore per quattro ore di seguito.
    
    Nulla sarebbe stato come prima. Quello che fino a quattro ore fa era il mio presente ora era il trapassato remoto.
    
    CONTINUA 
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