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Un uomo che ti cambia la vita. capitolo 1
Data: 16/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fedex2019, Fonte: Annunci69
... corpo. Dovetti scappare dall’aula, fuggire dalle mie emozioni. Davvero non potevo permettermi tutto questo. Avevo ideato di attenderlo dopo la lezione, abbracciarlo con forza per fargli capire quanto mi fosse mancato, invitarlo a pranzo e parlargli. Parlare di noi, del libro che mi aveva regalato, dell’amicizia tra uomini, magari dell’amore. Avevo ideato tutto questo, nella convinzione che lui mi avrebbe agevolato con la sua disinvoltura, con la sua schiettezza. Le mie ideazioni si infransero però contro quell’erezione spontanea, la prova della mia attrazione erotica verso Jacopo. A cosa serviva un confronto con lui se poi sarei restato ingabbiato nella realtà che con tanta sollecitudine avevo costruito negli anni? Meglio fuggire, a volte la codardia può essere un antidoto contro la rovina. Mi recai a mensa con un altro collega, lui entrò, mi vide e con aria malinconica, quella melanconia che spesso gli ho letto negli occhi, si avvicinò a me. “Ti ho visto prima mentre ero a lezione, poi sei sparito. Ti ho cercato, che fine hai fatto?” “Scusami hai ragione, ma ho ricevuto una email del preside di facoltà, ho dovuto raggiungerlo in fretta.” “Quando hai finito di pranzare, ci prendiamo un caffè insieme? Dobbiamo raccontarci le nostre vacanze” “Mi piacerebbe ma oggi è una giornataccia…un rientro al lavoro traumatico…ma nei prossimi giorni ci vediamo senz’altro” Mi guardò, lo sguardo non più malinconico ma triste si posò su di me coprendomi con ...
... un velo di inquietudine. Davvero ero stato io a pronunciare quelle parole? Io in realtà volevo abbracciarlo, toccarlo, baciarlo come ho potuto trattarlo così? Dopo qualche minuto, gli inviai un messaggio mendace e quindi goffo e maldestro: “Scusami per prima ma davvero sono molto impegnato” Dopo un minuto: “Le cose del mondo passano. Tutte!”. Rimasi attonito e mi sentii inadeguato. Lo invidiavo per la spigliatezza con cui sapeva gestire il nostro interagire. Nei due giorni successivi mi trattenni a lavorare a casa, anche per evitare di incontrarlo. Poi tornato all’università, gli inviai un messaggio: “Pranziamo insieme oggi?” Dopo un minuto: “Parliamo insieme oggi?”. “Ok, alle 14 a mensa. Alle 15 ho un seminario.” Ero turbato, irrequieto, nervoso, odiavo sentirmi inadeguato e cominciavo a detestarlo perché riusciva sempre a farmi sentire tale. Che privilegio poteva mai vantare su di me un uomo, che conosco da tre mesi, e che abusivamente invadeva la mia intimità? Io sono sposato a una donna che amo e alla quale devo la fedeltà che ad oggi le ho sempre tributato! Quando ci sediamo, quasi con concitazione, mangiando svogliatamente, e sfuggendo il più possibile il suo sguardo, gli elencai i miei impegni lavorativi, le mie contrarietà riguardo alla gestione del nuovo preside di facoltà, la stanchezza accumulata dopo appena una settimana dal ritorno delle vacanze. “Poi?” “Ah si, le nostre vacanze ad Aspen…..” “Non me ne frega un cazzo di ...