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Il pescatore di favignana
Data: 12/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Bottony, Fonte: Annunci69
... l’estate più bella di sempre. La casa e comoda e lui sogna di poter ospitare Giuseppe nel suo bel lettone e si tocca ogni sera pensando a lui in quel letto. La mattina va al mare quando è libero e non perde d’occhio il suo Ciao parcheggiato a due metri dalle spiagge che visita – prende il sole 5 minuti, fa il bagno, vede se c’è qualche ometto interessante e, se lo trova, staziona per un certo periodo ad ammirare il panorama. Il giovedì sera arriva e lui non riesce a dormire nell’attesa di dover rivedere Giuseppe. Sa che zio Nino apre il ristorante alle 10 e che i pescatori e gli altri fornitori possono arrivare a qualsiasi ora. Deve arrivare prima che Giuseppe porti il pesce. Vuole rivederlo e continuare a sognare, vuole immagini vivide che gli serviranno per quando si masturberà di nuovo pensandolo, vuole notare ogni dettaglio del corpo di Giuseppe che gli ritorni come un fulmine mentre se ne sta a letto nel momento del suo amplesso solitario; di un braccio muscoloso da toccare, di una peluria sul collo da baciare, di una coscia muscolosa da paragonare alla sua, più piccola e gracile, delle vene dei bicipiti gonfi che ha intravisto quando Giuseppe gli ha stretto la mano. Così arriva puntuale, quel venerdì, al Veliero di mattina presto. Alle richieste di zio Nino, Alberto risponde che non aveva più sonno ed era emozionato perché l’indomani è sabato e il ristorante sarebbe stato pieno per la prima volta. Non vedeva l’ora. Tutte scuse! Poi arriva Peppe, alle 11,30 ...
... di quel venerdì di inizio Giugno del 1987. Sembra un dio greco che porta il frutto delle sue fatiche, il suo pesce. Indossa una maglietta smanicata color pesca che mette in risalto la sua abbronzatura e la peluria scura delle braccia e un paio di pantaloncini corti bianchi che aderiscano perfettamente al suo fondoschiena e ai suoi voluminosi attributi. Alberto riesce ad intravedere che sotto indossa degli slip neri e che i peli delle gambe, a contatto con il tessuto, formano un fitto coacervo visibile anche al di sotto del tessuto. Alberto non capisce più niente. Non sa cosa guardare prima. Cosa memorizzare da tutto quel ben di dio che la natura ha messo al mondo e che lui sta ammirando con devozione. “C’è tuo zio? Ho portato il pesce” fa Peppe ad un intontito Alberto intento a mettere a posto le sedie di plastica nei tavoli all’ingresso del locale. Alberto si fa forza, guarda il contenuto della cassetta piena di saraghi e orate fresche e lo accompagna in cucina. Deve trovare una scusa per seguirlo così fa finta di essere incuriosito: “prego, entri pure, è in cucina. Li ha pescati oggi questi?”. “No, sono della scorsa settimana!” fa Giuseppe, regalando ad Alberto il sorriso più bello ed ironico che aveva mai visto in vita sua. Finita la transazione, pagato il pesce, il pescatore si ferma all’ingresso, vicino ai tavoli dove Alberto stava posizionando i coprimacchia ai tavoli. Deve parlare a quel ragazzo, ha troppa voglia di toccare e palpare quel suo burroso ...