1. Il pescatore di favignana


    Data: 12/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Bottony, Fonte: Annunci69

    ... sta per armeggiare con le sue reti in barca. È un uomo robusto, indossa un paio di jeans chiari e una maglietta bianca bagnata che mostra i suoi muscoli e i peli del petto in trasparenza, le braccia forti, l’abbronzatura. Alberto sente una vampata, fissa quell’ercole marittimo e ad un certo punto capisce di essere fissato anche da lui. Poi distoglie lo sguardo ma sente ancora gli occhi del pescatore e ha paura di essere stato capito, letto nel suo pensiero. Il pescatore continua a guardarlo.
    
    Ed in effetti è così, perché il pescatore ha capito che quel ragazzetto solo, appena arrivato con quella grossa valigia, è un un’arrusu e a lui gli arrusi piacciono pure, e quel giovinetto è proprio un bel maschietto – con un culetto come il burro e con una camminata da vero ometto. L’uomo continua a pulire le reti e osserva quel giovane camminare sino al bar in fondo alla strada, dove si ferma in attesa.
    
    “Eccoti, ben arrivato Alberto!”, non si era accorto che nel frattempo zio Nino era uscito dal bar per accoglierlo e lo strattonava per baciarlo. “Come è andato il viaggio? Andiamo che zia ci aspetta. Lasciamo la valigia alla casa in centro e poi andiamo a pranzare al ristorante. Ti ha fatto le busiate”.
    
    Mentre stanno per sistemare la valigia nel cofano della golf rossa di zio Nino, vede avvicinarsi proprio il nerboruto pescatore dalla maglietta bagnata: “Buonasera Ninuzzo, come andiamo?”.
    
    La paura e l’imbarazzo si impossessano di Alberto e così il suo corpo fa suonare un ...
    ... allarme sul suo viso, che diventa rosso paonazzo.
    
    Zio Nino saluta con la mano il pescatore: “Uellà Peppe, che mi racconti? Ti presento mio nipote Alberto, che ce lo teniamo a fare il cameriere per l’estate al Veliero così impara a travagghiari e nel frattempo si passa le ferie”.
    
    Così adesso il pescatore ha un nome, Giuseppe. Alberto gli stringe la mano possente e coriacea, incredulo che proprio quell’uomo doveva incontrare per una seconda volta tra tutti i pescatori che c’erano e che a lui stava proprio stringendo quella mano grozza e rude che avrebbe voluto su di lui come si desidera il pane quando si ha molta fame.
    
    “Alberto!” fa lo zio, “Ti presento Peppe, il migliore pescatore di Favignana.
    
    Mi porti qualcosa di fresco questo venerdì, Peppù?”.
    
    Era, evidentemente, anche uno dei rifornitori di pesce del Veliero, il ristorante dello zio dove avrebbe cominciato a lavorare proprio quella domenica sera.
    
    La settimana fila liscia, Alberto impara e diventa un esperto del servizio ai tavoli ma la sua più grande emozione è nell’attesa che sia venerdì e che arrivi il pesce fresco, non è riuscito a dimenticare Giuseppe. Gli zii gli offrono di dormire in una casa che hanno appena ereditato in centro. Un bilocale a piano terra niente male, spartano e che dovrebbe forse diventare una casa vacanza ma che necessita ancora di qualche ristrutturazione. Alberto è grato, si sente amato e accettato. Gli zii sono come una seconda famiglia per lui e non hanno figli. Si preannuncia ...
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