1. 002 tutto su mia madre - [ hungarian rhapsody ]


    Data: 03/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... mancava.
    
    Eppure...
    
    Eppure nel silenzio d'ovatta della mia stanza osservavo il mio corpo nudo davanti allo specchio dopo il bagno caldo.
    
    Era mutato. Il mio corpo mutava. Tardivamente mutava. M'ero slanciato, m'erano cresciuti due glutei turgidi, e beneficiavo di due poderose cosce da calciatore pur non svolgendo regolarmente la mia ginnastica.
    
    Avevo pelle liscia e il mio corpo si ammantava di pelo morbido sul ventre come sul pube o sulle cosce.
    
    Mi asciugavo con cura dopo il bagno, e nudo mi sdraiavo sul mio letto, avvinto sulle lenzuola di seta bianca. Me ne stavo di pancia abbracciato al mio guanciale e languivo nel dolce pianto mentre inarcavo la schiena rilasciando dolcissimi peti innocenti.
    
    Immaginavo il silenzioso ingresso del mio Lui, che si sdraiasse nudo sulla mia schiena sussurrandomi la parola che mi fece sentire importante: “piccolo”.
    
    Ma la porta restava muta, tra dolcissime lacrime di sale poi io mi addormentavo.
    
    Un giorno, sul labbro notai una velatura scura. Le mie parvenze efebiche stavano dissolvendosi tardivamente. E sul pube.. Sul pube mi spuntavano ogni giorno nuovi ciuffi di pelo ispido.
    
    Cosa accadeva al mio grande specchio. Cosa succedeva in quella metamorfosi del corpo. E cosa erano quelle mie erezioni impellenti che non sapevo toccare.
    
    Alla afflizione di quei giorni di "mancanza" si aggiunsero le preoccupazioni dunque di un mutamento del mio corpo sulla cui natura mi interrogavo ogni qual volta che nella stanza mi ...
    ... guardavo, nudo d'innanzi allo specchio, senza tuttavia darmi risposte.
    
    Non ne parlavo in giro, le mie metamorfosi così repentine mi spaventavano, e se solo lo avessi fatto, avrei senz'altro avuto qualche motivo in meno per stare così.
    
    I miei giorni trascorrevano plumbei e nulla mi risollevava se non la vista di mio padre. Nulla mi caricava di così grande speranza di un suo cenno di richiamo. Fui felice solo quando un giorno papà mi chiamò ed io corsi a raggiungerlo in bagno dove se ne stava di schiena a terminare la sua pisciata. Fece un breve cenno, ed io non esitai ad imboccare il suo membro non prima però avervi praticata una energica scrollata sulla mia guancia.
    
    Facevo in modo che qualche goccia della sua urina flottasse nei pressi delle mie narici, sì che nella pompa al sapore di carne paterna si addizionassero gli effluvi della sua vescica.
    
    Abbassai la tavola del water, mi ci accomodai e poi pompai, tremante nelle dita.
    
    Ma il cazzo dì papà non diede cenno di irrobustirsi. Infilai le mani sotto la sua maglietta della salute, raggiunsi il pelo del petto, mi dispiegai con le mani aprendomi sul torso possente e vaneggiando in un mugugno di piacere disperato. Le mie mani disegnavano un gran cuore per poi ricongiungersi in basso sul suo ventre, nel punto mediano tra l'ombelico ed il pube, sul quale esercitavo nella pompa la dovuta pressione, spingendovi con insistenza quasi a voler aizzare il nervo che avrebbe tirato su l'asta.
    
    Ma niente. Pompai ferocemente, ...
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