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002 tutto su mia madre - [ hungarian rhapsody ]
Data: 03/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69
... prime i miei desideri erano mistificati della luce candida dell’innocenza. Anelavo le sue carezze, le attenzioni ed il massimo pensiero più spinto che la mia mente potesse formulare in quelle solitudini tutte mie tra le lenzuola, era di riscuotere da lui un dolce bacio sulle labbra. In tutto questo, l’ardente bisogno di innocenti attenzioni da parte di mio padre non rivaleggiava affatto con la figura di mia madre che invece mi esortava coi suoi discorsi a fare in modo che io potessi in ogni modo entrare nelle sue grazie. Non vi era antagonismo con mia madre, anzi, vi era concordia. Una concordia preparatoria ai miei diciotto anni e non prima, perché mamà temeva scandali che potessero compromettere lo status di famiglia. Quindi trascorsi l’adolescenza sognando. Quando si parlava di mio padre, mia madre mi concedeva carezze e si mostrava una donna dolcissima. In tutti gli altri affari della mia prima esistenza, ella dimostrò di contro disattenzioni ed una penosa indifferenza. Ammetto che nella mia ingenuità non mi spiegavo affatto le ragioni di questa sua altalenante condotta affettiva tra amorevoli discorsi su papà e una più totale indifferenza per i miei studi, le mie insicurezze adolescenziali, i miei umori che non fossero riconducibili al genitore. Gli anni della mia adolescenza furono tuttavia davvero beati. Ero attorniato dai domestici e da sole figure femminili, ad eccezione di mio padre, che più tardi scoprii essere un uomo dagli inappagabili istinti. Ora ...
... che ci penso vi era una seconda figura maschile. Avevo avuto un precettore. Era un uomo di chiesa che tutte le mattine veniva presso la nostra grande villa alle porte di Roma e mi istruiva sulle cose del mondo. Ora che ci penso, con la mente ormai distante da quel tempo della mia giovinezza così volutamente isolata da tutto e da tutti, ora che ci penso anche il mio precettore fu evidentemente istruito ai dettami di quello scellerato progetto genitoriale di concepire e allevare un cucciolo di uomo, da gettare in seguito nel talamo nuziale per divenire infine il giocattolo di un padre dionisiaco. Dico questo perché il mio precettore in quelle sue lezioni private si dilungava sovente nelle cronache pedestri tra Adriano ed Antino, Achille e Patroclo, per non parlare delle sodomie di Giulio Cesare, da sempre simbolo del vigore romano, che pure accordava il proprio buco del culo alle brame del monarca di Bitinia. Quell'uomo mi lavorò i fianchi come si dice, e mi sospinse verso direzioni della mente assai opportune per i miei genitori. Mia madre e mio padre erano poi autentici megalomani. Sulla spianata retrostante la nostra grande villa costruita nel ventennio fascista, avevano fatto costruire un lungo specchio d’acqua incuranti di una preesistente necropoli etrusca. Questo specchio d’acqua pareva atterrato da una lontana Arcadia su quel prato verdissimo della campagna romana. Attorno a questo invaso dalla forma squadrata avevano fatto costruire un porticato, sul modello ...