1. 002 tutto su mia madre - [ hungarian rhapsody ]


    Data: 03/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... delle otto donne più ricche al mondo.
    
    Mia madre era Satana.
    
    - Cazzo vuoi, mi disse.
    
    Io cercai di controllare il respiro, molto turbato di quanto avevo appena visto. Ero soffocato dal timore che la collera di mia madre potesse annientarmi del tutto.
    
    Ma riuscii a portare a termine il mio discorso. Insomma io non volevo toglierle l’amore di mio padre, e glie lo dissi a cuore aperto, tremando e poi presi a singhiozzare, intravvedendo forse tra le lacrime tutta l’assurdità della mia storia.
    
    Mamma mi lasciò finire senza distogliere lo sguardo dalle fotografie e poi mi disse,
    
    - Hai rotto il cazzo con ste svenevolezze. Va a lavarti la fica cacante che papà sta tornando dal tennis!
    
    Voi potete capire che mi crollò il mondo. Ma io mi opposi con docilità a tanta crudezza di spirito toccandole la mano dicendole semplicemente,
    
    - mamma io… io vorrei solo…
    
    Si alzò, impugnò dal camino il pesante posacenere di nonno, e feci giusto in tempo a schivarlo che si diresse a fracassare la faccia al dobermann di porcellana proprio di fianco al sofà.
    
    - Mamma io credo che il dialogo tra madre e un figlio sia basilare per stabilire un rapporto di buona comunica’..
    
    - Vatte a lavà sta fregna se no te ficco un dito ner culo che te faccio uscì l’emorroidi dar naso brutta nana demmerda!!
    
    - O.O
    
    Inforcai la maniglia, aprii la porta e mi buttai a pesce nella scala discendente. Poi sbucai in cortile, corsi attorno alla piscina gridando con le mani in testa come una ...
    ... paaaaaazza.
    
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    Ora. Per due settimane mio padre mancò da casa. Era andato in Indocina per impiantare nuovi stabilimenti per la produzione chimica di ordigni nelle retrovie dell’esercito americano.
    
    Mia madre mi faceva paura, perché era allegra e non si faceva riguardo a telefonare con insistenza la giù per richiedere informazioni precise sullo stato di avanzamento della costruzione dei nostri laboratori.
    
    Papà mi mancava. Ma due settimane dopo fece rientro. Ricordo che mamma ed io restammo sulla scalinata del portico di casa ad attendere la berlina di papà. Quando giunse lo vidi più bello del solito. Era tutto abbronzato con camicia, giacca e cravatta col suo soprabito ripiegato sull'avambraccio.
    
    Lo attorniammo festanti come una vera famiglia, con i cani che tutt'attorno accrescevano quegli attimi di felicità.
    
    Papà – lo vedevo – aveva già il cazzo duro, e in quei momenti dovetti contendere con mamma un po’ della sua attenzione. Mamma non faceva che ripetergli sugli esiti degli esperimenti del fosforo bianco, di come la carne abbrustoliva per ore e ore prima che sopraggiungesse la morte dei cerbiatti in via sperimentale, ed era così entusiasta per le imminenti miliardarie commesse provenienti dall'oltreoceano.
    
    Io di contro non sapevo come manifestare la mia gioia, che si sviliva difronte alle esternazioni di gioia di una narrazione così orribile. Mio padre fingeva di ascoltarla, si strizzava il cazzo bevendo il caffè e mi fissava. Avrei voluto chiedergli di ...
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