-
002 tutto su mia madre - [ hungarian rhapsody ]
Data: 03/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69
... potesse contrariare mia madre. Mia madre voleva certo allontanare da sé le attenzioni sessuali di mio padre perché le dava nausea fare sesso con chi che sia, e per questo motivo dunque dovevo adempiere io a certi compiti. Tutto questo per mia madre era perfetto, ma mai avrei dovuto osare qualunque coinvolgimento sentimentale per mio padre. Se ciò fosse accaduto, o se peggio mio padre avesse corrisposto un amore estraneo al ruolo di un padre, allora mia madre si sarebbe fatalmente ritorta su noi come Medea. Il sangue mi si cristallizzò nel ghiaccio tra le vene. Ebbi paura per la prima volta nella mia vita. Anche Edina aveva paura di mia madre. Aveva visto cose terribili, che non ebbe mai la forza di raccontare ma la sua paura era fondata. Mia madre era davvero una donna pericolosa, e ciò che accadde dopo, ne fu la prova. Per questo motivo Edina mi esortava ad impegnarmi per cercare occasioni interlocutorie con mia madre, tenere aperto dunque un canale di comunicazione costante per evitare o mitigare inaspettate sue ritorsioni. Mia madre era imprevedibile. La realtà era che di fatto mi stavo innamorando di mio padre e dentro di me si scatenarono forze avverse. Non poteva il mio amore per lui devastare il cuore di una donna, mia madre. Questo sì che è contro natura. Ero un ragazzo buono, e disposto a rinunciare a tutto pur di non devastare l’armonia familiare. Volevo bene a mia madre. In quei giorni mia madre era molto irritabile dopo la lite di qualche ...
... giorno prima con papà, e credendo di farle del bene mi cimentai ad affrontarla perché capisse che se mi avesse chiesto di astenermi dal far sesso con papà io lo avrei fatto, a partire da quel preciso momento. Mi feci forza. Accostai a lei mentre era seduta in salotto intenta a visionare diverse fotografie. Com'era bella la mia mamma, pareva fuoriuscita da un romanzo di Virginia Woolf. Aveva i capelli raccolti, recava la riga al centro ed indossava una semplice camicia bianca di seta padovana con due orecchini di perle. Aveva un viso riposato e quasi come assorto nell'estasi di una preghiera mentre se ne stava a guardare quelle fotografie rilegate che sfogliava con cura tra le ginocchia. Mi avvicinai alla sua figura appena accarezzata dalla luce del sole che giungeva alle spalle. Restava seduta sul divano davanti al tavolino del salotto. Reclinai il viso per mostrarmi partecipe del suo interesse a voler guardare quelle fotografie, ma prima godetti ancora un attimo della sua mitezza del momento, una serenità ed una semplicità come piccola chiesa raccolta su di un sentiero ombreggiato tra i campi di grano. Mia madre era bella. Poi guardai le foto che stava rimirando, e ciò che vidi mi gettò nell'angoscia. Erano gli esiti atroci del fosforo bianco su povere cavie di giovani cerbiatti, scuoiati vivi dal tremendo formulato chimico che era decisa a mettere a disposizione degli americani per il già avviato conflitto bellico in Vietnam.. Sarebbe stata una ...