1. Cenerentolo - 3


    Data: 24/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... andato bene: ad uno era troppo largo, ad un altro troppo stretto. La delusione cominciava a farsi cocente e il Principe si chiedeva se era davvero mai esistito il proprietario di quell’inutile affare.
    
    “Chi è il prossimo?”, chiese stancamente, mentre i cavalli prendevano a muoversi.
    
    “Il prossimo… e anche l’ultimo, è il barone di Culignac, - rispose il notaio, dopo aver consultato il suo registro.
    
    “Ah, sì… - fece il Principe – ricordo i suoi due figli. Stavo quasi per sceglierne uno, quando comparve lo sconosciuto che mi ha rapito il cuore.”
    
    “Se vi ricordate di loro, Vostra Grazia, possiamo escluderli subito e non perdere ulteriore tempo.”
    
    “Meglio di no, notaio: se non li visitiamo, potrebbero averne a male; diamo una palpata pure a loro, così li facciamo contenti.”
    
    In quel momento la carrozza si fermò davanti a Palazzo Culignac e il valletto si affrettò ad aprire la portiera, onde permettere al suo padrone di scendere.
    
    Il Principe guardò la facciata scrostata, le finestre cadenti, il portone rappezzato:
    
    “Questa sarebbe la loro dimora?”, chiese, arricciando il naso.
    
    “Non se la passano troppo bene, Vostra Altezza, dopo che la buonanima del vecchio barone si è mangiato quasi tutto al gioco e con le puttane. Ormai gli è rimasto solo questo palazzo, inalienabile per antichi vincoli di non so cosa.
    
    Volete davvero che procediamo?”
    
    “Procediamo”, disse il Principe e il valletto bussò solennemente al portone rappezzato.
    
    Ormai in ogni dove si ...
    ... sapeva del giovane sconosciuto, comparso inaspettatamente al ballo e fuggito al tocco della mezzanotte, e si sapeva della ricerca che Sua Altezza aveva intrapreso per cercarlo, per cui, quando udirono bussare solennemente al loro portone, tutti nella casa si sentirono balzare il cuore in petto: il barone, per l’onore di ricevere in casa il Sovrano e l’imbarazzo di non poterlo accogliere degnamente; i baroncini, per l’opportunità che gli si presentava di poter tentare nuovamente la buona sorte; il povero Cenerentolo, per la gioia di rivedere l’amato e nel contempo per l’angoscia mortale di essere in quelle condizioni, incrostato di sporcizia e di cenere, con quegli stracci rattoppati addosso.
    
    Ma visto che la terra non si apriva per farlo sprofondare, ci pensò il barone a trarlo d’impaccio.
    
    “Prendete quello sgorbio lì e nascondetelo da qualche parte, presto!”, disse ai figli maggiori e quelli lo afferrarono e lo trascinarono nello sgabuzzino delle scope, dove lo imbavagliarono, lo legarono e lo gettarono in un angolo, ricoprendolo con un montagna di sacchi del carbone, vecchi strofinacci e scarpe sfondate. Dopo di che serrarono la porta, consegnando al padre la chiave.
    
    A quel punto, il barone andò ad aprire, accogliendo il Principe con tutte le cerimonie e tutti i salamelecchi del caso.
    
    “Voi sapete perché siamo qui, vero, barone?”, disse il Principe.
    
    “Sì, Vostra Altezza.”
    
    “Allora non perdiamo tempo. Dove sono i vostri figli?”
    
    “Abbiate la compiacenza di ...
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