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La stella cadente
Data: 09/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Darkdaddy, Fonte: Annunci69
... adolescenti in gara: ad un certo momento, mollai la presa, le accarezzai una guancia, lei mi guardò estasiata, ed io me ne andai al bar a bere una vodka soda. Giunse anche lui al bar, osservò il mio drink, lo ordinò anche lui, e mi fece cenno di seguirlo. Arrivati in uno spiazzo tranquillo, lontano da occhi indiscreti, mi afferrò la testa e mi baciò appassionatamente, facendomi cadere il bicchiere. Rimasi interdetto per qualche secondo, poi gli cinsi il collo con le braccia, e rimanemmo così a lungo, finchè non ci distendemmo sull’erba, spogliandoci in fretta, per consumare lì sul momento, nonostante l’ubriacatura galoppante. I nostri cazzi erano durissimi – la forza dei ventun anni – e le nostre bocche si alternarono a darci piacere reciproco, finché non ci sborrammo in bocca a vicenda, ingoiando tutto senza indugio. Ci rialzammo, ci rivestimmo, e tornammo verso la pista, a debita distanza l’uno dall’altro. Il giorno seguente, passai da casa sua, senza avvisarlo, per riportargli dei libri che mi aveva prestato. Aprì la porta dopo quasi dieci minuti; stava ancora dormendo, nonostante fosse ormai mezzogiorno. Tenne la porta socchiusa, per non farmi sbirciare dentro. Gli porsi i libri e gli disse che era stata una magnifica serata. Lui si portò l’indice alla bocca, indicandomi di tacere, e dall’interno udii una voce femminile chiedergli di tornare a letto. Sconvolto, me ne andai di corsa. Gli inviai verso sera un messaggio innocente, scusandomi per ...
... averlo interrotto in mattinata, maledicendomi allo stesso tempo per mostrarmi così debole nei suoi confronti. La sua risposta mi congelò: “Se provo una volta la coca, non significa che mi faccia di coca per sempre. Buona vita Marco”. Piansi come un disperato. Nei giorni successivi, sperai in un suo nuovo messaggio, o magari una telefonata, ma non si fece mai vivo. Alcuni mesi dopo, decisi di partire per una working holiday in Australia. Sapevo che aveva frequentato il quarto anno di liceo a Melbourne, per cui gli inviai una e-mail con una foto di Brunetti, la storica pasticceria a Carlton. La sua risposta arrivò dopo cinque giorni, con una frase molto lapidaria: “enjoy Down Under”. Fu l’ultima cosa che mi scrisse, e io decisi di dimenticarmi di lui, e di riprendere in mano la mia vita. Ci misi più tempo degli altri a laurearmi, ma cominciai subito una carriera internazionale che mi portò a vivere all’estero. Cambiai continenti, stati e città, ma mantenni sempre il numero italiano, oltre a quello del Paese in cui mi trovavo. Circa quindici anni dopo ricevetti un messaggio: “Sono stato uno stupido, ed un codardo. Non si può tornare indietro col tempo, e non si possono cambiare gli eventi. Ti amavo da prima di quella notte, e ti ho amato anche dopo, ma avevo troppa paura di vivere il mio vero io. Perdonami, se puoi”. Lo rilessi un po’ di volte, e poi lo cancellai. Finii di prepararmi, ed uscii a cena col mio compagno. P.S. Vi ricordo che, essendo un racconto, fatti ...