1. La stella cadente


    Data: 09/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Darkdaddy, Fonte: Annunci69

    Mancavano circa tre mesi alla fine dei corsi universitari, e poi ognuno si sarebbe dedicato a sostenere gli esami mancanti, scrivere la tesi, ed entrare – finalmente – nella vita adulta. Eravamo tutti euforici e festanti, forse per la primavera alle porte dopo un lungo inverno molto freddo, o forse per il pensiero di terminare il percorso di studi; non mancavano comunque momenti di malinconia all’interno del nostro gruppo piuttosto affiatato, composto da studenti da ogni parte d’Italia, temendo che la fine dei corsi rappresentasse anche la fine della nostra amicizia.
    
    Quello che invece sembrava più in ansia di andarsene era Davide, noto tombeur de femmes, pur non essendo bellissimo: tuttavia, quel suo sorriso, quell’accento romagnolo simpatico di suo, quell’essere intraprendente con le ragazze, lo rendeva molto appetibile a buona parte del gentil sesso. Negli anni avevo imparato a conoscerlo, e mi era sempre sembrato in qualche modo incompleto, come se avesse avuto qualcosa di non realizzato che lo crucciava.
    
    Dopo la mia prima esperienza omosessuale, avvenuta durante l’Erasmus a Siviglia, avevo deciso di parlargliene, in maniera edulcorata, spacciandola per una situazione capitata per caso, dopo un botellon troppo alcolico. Lui si era dimostrato molto incuriosito, tanto che gli avevo chiesto se gli fosse capitato qualcosa di simile a Colonia, dov’era stato a sua volta in Erasmus. Il suo sorriso affermava il contrario delle sue parole, che avevano solo accennato ad ...
    ... una serata finita in una discoteca gay, con dei ragazzi che ci provavano con lui, e le ragazze invidiose perché erano davvero bei tipi.
    
    Era un tipo piacevole, spigliato, con un livello culturale decente pur non essendo un amante della lettura, ed appassionato di viaggi e di avventura. Avevamo molti punti in comune, ed aver vissuto assieme il percorso universitario, entrambi lontano da casa, mi spingeva a idealizzarlo ancor di più, senza contare il fatto che lo avevo conosciuto non in una discoteca gay o tramite una chat, ma all’università, giorno per giorno.
    
    Verso metà marzo, mi invitò ad uscire assieme. Era un mercoledì sera, serata universitaria; tuttavia, mi chiese di andare in provincia, in un posto tranquillo dove a volte suonavano musica dal vivo e dove c’erano molte birre artigianali, di cui andavamo entrambi pazzi.
    
    Ci sedemmo su degli sgabelli piuttosto piccoli, presso un tavolino rotondo, per cui le nostre ginocchia si sfregavano l’una con l’altra. Dopo un preambolo sulla fine dei corsi, sulla tesi, e sulla vita che ci attendeva, il discorso virò nuovamente sulla mia prima esperienza gay, grazie ad una sua domanda molto diretta, e piuttosto sibillina.
    
    “Dimmi Marco, dopo tutto questo tempo… puoi dire che i ragazzi facciano davvero i pompini meglio delle ragazze? O è una leggenda metropolitana di chi vuole farmi diventare gay?”.
    
    Scoppiai a ridere. “E chi sarebbe mai quel pazzo che vuol farti diventare gay? Ha idea su quanti cadaveri dovrebbe passare per ...
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