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La stella cadente
Data: 09/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Darkdaddy, Fonte: Annunci69
... realizzare il suo sogno?!”. Rise sguaiatamente anche lui, mostrando una dentatura perfetta. “Ti ricordi quello che tutti chiamano Vespino? Era al quarto anno quando noi siamo entrati… ora è al quarto fuori corso…gli sono sempre stato simpatico… e ultimamente mi pressa per andare a cena a casa sua, guarda caso quando i suoi coinquilini non ci sono…”. “E quindi tu vorresti farti fare un pompino da lui per verificare la teoria della miglior fellatio?”. “No, no… o meglio… mi piacerebbe provare, quello sì… ma non con lui…”. “Allora trova qualcun altro, molto semplice!”. “E tu saresti disponibile?”, mi chiese guardandomi negli occhi, serio, con un tono di voce più basso, quasi sexy, forse speranzoso. “Do ut des… se vuoi qualcosa, prima devi dare qualcosa…”, gli risponsi in modo molto asciutto, memore dell’ultima lezione di metodologia del negoziato. “Si può fare…”. La sua risposta mi lasciò perplesso: non stava scherzando, anzi sembrava quasi che avesse premeditato questa uscita proprio a questo scopo. All’improvviso lo vidi con occhi diversi, come se avesse sempre indossato una maschera ed ora, a spettacolo quasi finito, avesse deciso di rivelarsi, forse perché sentiva che il tempo a sua disposizione stava inesorabilmente terminando, e non voleva perdersi l’ultima occasione possibile. Uscimmo dal locale e ci avviammo verso l’auto. D’un tratto mi prese alle spalle, per abbracciarmi forte, girandomi verso di lui e fissandomi negli occhi senza parlare. ...
... Lo guardai interrogativo, senza capire esattamente cosa lo spingesse a comportarsi così. Allentò la presa, e propose di prendere una bottiglia da qualche parte e di andare a bercela al parco, lungo il fiume. Una volta giunti a destinazione, cercammo una panchina tranquilla dove sederci: eravamo a pochi passi dall’acqua, con gli alberi alle spalle, ed in cielo una luna piena che ci illuminava i volti. Bevemmo a canna, passandoci la bottiglia, mentre proseguivamo i discorsi di prima. “Come ti era successo a Siviglia? Scommetto che in qualche modo lo avevi istigato…”. “Può essere… avevamo bevuto tutti un po’ troppo… e lui si era avvicinato con la mano sul mio petto”. “Come aveva fatto?”. “Così”, misi la mia mano sul suo torace, accarezzandolo, “e poi era sceso con la mano dentro la mia maglietta, salendo fino al capezzolo”, e gli afferrai il capezzolo sinistro con indice e pollice, “stuzzicandolo per scoprire se fosse una mia zona erogena”. Davide sorrise, e mi lasciò fare. “Aveva poi giocato anche con l’altro capezzolo, e poi era sceso, toccandomi gli addominali”, e ne approfittai per tastare i suoi, molto ben definiti, un vero six-pack, “e spingendo la mano verso la cintura dei pantaloni”. “Cintura che non aveva bloccato l’assalto, mi sa!”. “Un po’ come la tua… che non indossi nemmeno!”, esclamai, sbottonandogli il bottone dei pantaloni e sfiorandogli l’inguine, di cui avvertii al tatto i primi peli pubici. “E poi cos’era successo?”. “Quello ...