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La stella cadente
Data: 09/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Darkdaddy, Fonte: Annunci69
... finto?! Sentiamo, dai, cosa avrei mai finto??”. Mi ero incazzato. “Beh, Marco, è chiaro che sei gay… con la mia proposta cercavo di trovare un compromesso per poterci divertire tra maschi senza comprometterci o incasinarci la vita…”. “Incasinarci la vita?! Sbaglio, o hai detto che questa notte è stato il sogno più bello della tua vita? O mi stavi raccontando una balla? Ah, e poi, anche fossi gay, non fingerei di non esserlo: casomai eviterei di sbandierarlo, perché sono affari miei. Ripeto, secondo me sei profondamente confuso e dovresti capirti, o per lo meno farti aiutare a capire meglio quello che stai provando”. “Allora è meglio se non usciamo più assieme… tanto a maggio finiscono i corsi e poi dubito che ci rivedremo, io in Romagna e tu chissà dove”. Mi sedetti sul letto e lo osservai meglio. Continuava a darmi le spalle, eppure avvertii il tremore nella sua voce. “Non mi pare di averti chiesto alcunché… per cui non capisco tutto questo dramma che ti stai creando”. Si voltò, e le vidi. Vidi le lacrime che gli rigavano il volto. “Io non sono gay, hai capito, NON SONO GAY!”. Rimasi ammutolito, incapace di controbattergli alcunché. Uscì dalla stanza quasi di corsa. Non riuscivo ad alzarmi dal letto, come se fossi paralizzato da quello che mi aveva appena detto – ma forse ancor più da quello che non mi aveva detto. Quando sentii il portone di casa richiudersi, capii che se n’era andato davvero, senza nemmeno salutarmi. Presi il telefono e lo ...
... chiamai, ma sentii solo il click della chiamata cancellata, e poi il messaggio automatico del telefono spento o non raggiungibile. Il giorno dopo lo vidi al bar dell’università, attorniato da un paio di spasimanti. Cercai di catturare la sua attenzione, ma la sua risposta, sussurrata sottovoce al mio orecchio, mi bloccò il respiro: “io non esisto più per te”. Uscì dal bar con le due tipe sottobraccio, e io lo guardai andarsene, mentre gli occhi mi si riempivano di lacrime. A fine maggio ci fu una festa per la fine dei corsi. Venne organizzata una cena in un ristorante sotto i portici. Davide era seduto all’altra estremità del tavolo, dal mio stesso lato, per cui era impossibile vederlo. Trascorsi una serata godendo della compagnia di quegli amici che chissà dove e chissà quando avrei rivisto, con ottimo cibo, tanto prosecco e forse troppi amari. Decidemmo di andare in una discoteca all’aperto organizzata presso i giardini comunali, dove dei ragazzi di alcune associazioni avevano organizzato una festa di fine anno accademico. Ci lanciammo tutti in pista a ballare, aiutati dall’alcool e dalla calura ormai estiva, che faceva venir voglia di scatenarsi e di festeggiare. Vidi Davide ballare molto ravvicinato ad una tipa, per poi baciarla. Mi lanciò un’occhiata mentre la sua lingua era dentro la bocca di lei, quasi sfidandomi. Per ripicca, pomiciai con la prima che mi capitò sotto le mani, una del secondo anno che mi faceva il filo da tempo. Sembravamo due ...