1. Alla regina di troia


    Data: 30/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... percorrere in pieno giorno, possiamo immaginare quanto fosse difficile di notte evitare tutte quelle trappole. E infatti, ben poche riusciva ad evitarne il povero Ercole, la cui mente non era, del resto, delle più lucide, dopo tutta la birra bevuta.
    
    Andava sbatacchiando da un muro a un ceppo messo di traverso, quando sentì dei bisbigli provenire da dietro un muretto:
    
    “Dai…”
    
    “No…”
    
    Incuriosito, si avvicinò in silenzio per vedere cosa stava succedendo, e arrivato in capo al muretto sporse un poco la testa. C’erano due persone… due ragazzi, sembravano… La vista, intanto, gli si era un po’ schiarita, così, grazie anche al fievole chiarore della luna sbucata da dietro una tettoia, riuscì a intravvedere che uno dei due, quello più corpacciuto, era nudo e con una mano si impugnava l’uccello duro, con l’altra invece cercava di spingere il suo compagno a chinarsi, tenendolo per la nuca.
    
    “Dai…”, ripeteva il più grosso, facendogli forza sulla nuca.
    
    “No…”, resisteva l’altro.
    
    Avendolo di fronte, Ercole riconobbe Argante: l’altro doveva essere il suo amichetto Launos. Ma cosa voleva fargli fare? Ercole si sporse un po’ di più per vedere meglio.
    
    “Dai, prendilo in bocca, cazzo!”, disse Argante con voce infuriata.
    
    “No, mi fa schifo!”
    
    “Ma se l’ha fatto Ercole!”, sibilò il giovane, esercitando ancora più forza sulla nuca dell’amico.
    
    “Allora fallo fare a lui, che sa pure come si fa.”
    
    E con uno scrollone si sottrasse alla presa, allontanandosi di qualche passo; ...
    ... ma così facendo, si trovò a ruotare un poco la testa:
    
    “Toh, eccolo appunto che ci stava spiando, - disse notandolo – vieni, Ercole, vieni: Argante ha qualcosa per te.”
    
    Già in altre occasioni Ercole aveva avuto modo di scorgere l’uccello di Argante, che gli spuntava dall’orlo della tunica, ma trovarselo davanti adesso turgido e incredibilmente grosso, gli provocò tutto uno sconvolgimento viscerale: le mani presero a tremargli, il respiro gli si fece pesante, la bocca gli si riempì di saliva… Lentamente si fece avanti, allungò la mano, prima gli sfiorò le palle piumose, poi impugnò la verga, mosse un paio di volte su e giù, poi si chinò e lo ingoiò tutto intero, fino alla radice. Da quanto tempo non gli capitava più di farlo!
    
    “Cazzo… che bello!”, esclamò Argante, incredulo ed estasiato, sentendosi risucchiare e avvolgere l’uccello dalla calda mucosa orale.
    
    “Oh, oh, oh…”, fece ancora, appoggiandosi con le spalle al muro per non crollare a terra, da tanto che gli tremavano le ginocchia.
    
    Ma anche Ercole, pur senza parlare, si stava godendo quella meraviglia di cazzo, dal quale sgorgavano copiose colate di sugo amarognolo, puntualmente lappate e degustate.
    
    “Per tutti gli dei! – sospirò Argante – Chi lo avrebbe mai immaginato… Oh… Mi stai facendo morire, Ercole! Oh… dai, continua e giuro che ti pagherò birra e zampe di gallina tutte le volte che vorrai!...”
    
    Ma Ercole non aveva bisogno di quell’incentivo per continuare il suo godurioso lavoro. Così, incrementò la ...