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Danilo e federico - parte i: la storia di danilo (13)
Data: 29/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69
... tu sei, che puoi essere se solo volessi, sono qui ora, accanto a te. Lo capisci?». «La tua è solo pietà che provi nei miei confronti, non lasciare che ti accechi». Scossi la testa: «Non sono qui per pietà. Sono qui perché è dove voglio essere. Non so se sia sbagliato… Dall’esterno potrebbe sembrare di sì, anche tu lo pensi, ma solo io so cosa ho dentro». Mi avvicinai con cautela alle sue labbra, poi lo baciai. Quando mi allontanai, Danilo mi penetrava col suo sguardo; poi mi carezzò delicatamente la guancia. «Mi… ami?» sussurrò. Non risposi: non avevo idea se quello che provavo per Danilo fosse amore. Sapevo solo che era un sentimento intenso mai provato prima; mi limitai ad alzarmi dal bordo della vasca. «Finisci di sistemarti. Poi raggiungimi in salotto» dissi, uscendo dal bagno. Anche lì, sistemai i residui della sua furia auto-distruttiva, come finalmente avevo compreso: sollevai la sedia e la rimisi al posto e pulii il pavimento con una passata di scopa. Danilo mi raggiunse dopo una ventina di minuti: aveva accorciato la barba alla sua lunghezza consueta, pettinato i capelli e indossato dei vestiti puliti. «Ti senti meglio?» gli chiesi, battendo una mano sul divano per invitarlo a sedersi accanto a me. «Sì… Fede, mi dispiace così tanto…» rispose addolorato, accomodandosi. «Basta scuse» dissi io, chiudendo la conversazione con fermezza. Poi mi misi a cavalcioni su di lui: Danilo non mi sfiorò, si limitò a scrutare i miei movimenti. Fui io a ...
... prendergli le mani e a condurle sui miei fianchi. Facemmo l’amore in quella posizione: per la prima volta, guidai io il nostro amplesso. Quando il membro di Danilo si fece duro e possente a contatto con lo sfregamento del mio ano, lo inumidii con un po’ di saliva e con la mano lo spinsi nelle mie viscere, gemendo di piacere. Poi, cominciai a salire e a scendere sul suo membro. L’uomo era rapito dalle mie azioni, non mi staccava gli occhi di dosso. Le pareti del retto cedettero immediatamente all’avanzata del caldo palo di carne, desiderose di accoglierlo, finché la cappella non arrivò a colpirmi la prostata. Aumentai la velocità, auto impalandomi su quel magnifico cazzone, mentre affondavo le mie mani sul suo petto massiccio e Danilo mi stringeva i fianchi. Ansimammo, confondendo il nostro piacere in un unico impulso sessuale: quando giungemmo all’orgasmo, fu come toccare le vette del paradiso. Danilo scaricò il suo seme dentro di me, producendo un vero e proprio torrente caldo e denso che prese a gocciolarmi dal buco. Io, con un leggero movimento di mano, mi segai e schizzai sul suo petto. Poi mi accasciai su di lui, entrambi sporchi dei nostri umori. Mentre ancora ansimavo, Danilo mi circondò con le sue possenti braccia e mi sussurrò all’orecchio: «Grazie». «Dove si trova tua madre ora?» gli risposi, poggiando la testa sulla sua spalla. «Dopo quel giorno, mia madre venne ricoverata in una clinica psichiatrica ed io finii in affido. Quando ho cominciato a guadagnare ...