1. Danilo e federico - parte i: la storia di danilo (13)


    Data: 29/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69

    Passò un mese e arrivò la primavera a spazzare via i rigori del freddo inverno. Di Danilo non ebbi più notizie.
    
    Quella sera di un mese prima, quando tornai a casa, vomitai: un po’ per la nausea che non mi aveva abbandonato un solo istante, un po’ per la forte tensione provocata da ciò a cui avevo assistito. Poi chiamai Chiara: il mio stato di choc la turbò al punto che mi raggiunse per un paio di giorni a Milano. Non parlai molto: mi limitavo a stare rannicchiato sul divano in una morbida coperta di lana, fissando il nulla. Nella mia mente, le ultime immagini di Danilo si susseguivano senza concedermi un attimo di pace. Piuttosto che combatterle, lasciai che fluissero liberamente, provando a trovarne un senso. Mai prima di allora avevo sperimentato sensazioni del genere: da una parte, la reazione violenta di Danilo mi aveva spaventato a tal punto che non avrei mai più voluto vederlo in vita mia; dall’altra, però, mi sentivo terribilmente in colpa ad averlo abbandonato in quello stato di profonda disperazione. Ci doveva essere una spiegazione.
    
    Chiara se ne andò soltanto quando la rassicurai che sarei stato meglio e che mi sarei fatto sentire di frequente.
    
    La primavera cominciò ad infondere nel mio cuore la serenità che avevo perso dopo il viaggio a Firenze. Alla fine, avevo deciso che sarebbe stato meglio per entrambi lasciare che il tempo operasse pazientemente per mettere a posto le cose, in un modo o nell’altro. Raggiunta questa consapevolezza, ripresi a pieno ...
    ... ritmo la mia vita. Eppure, per quanto provassi a ignorarlo, un angolino del mio cuore sperava ardentemente che il destino girasse verso una ben precisa direzione…
    
    Durante una lezione a scuola, il mio cellulare prese a suonare incessantemente. Il numero non era memorizzato in rubrica, ma non avrei potuto comunque rispondere in quel preciso momento, quindi lo lasciai squillare a vuoto varie volte.
    
    Terminata la giornata di lavoro, ero sulla strada di casa quando il cellulare riprese a squillare, così mi decisi a rispondere.
    
    «Pronto?» feci, chiaramente spazientito da quella insistenza.
    
    «Federico?». Era la voce di una donna.
    
    «Sono io, chi parla?».
    
    «Sono Vanessa».
    
    Mi fermai in mezzo alla strada, impietrito. Un signore che camminava giusto dietro di me, mi venne addosso, non riuscendo a scansarmi di riflesso. Imprecò nella mia direzione e si allontanò, ma lo sentii a malapena: in quel momento la mia mente era del tutto assente, incapace di formulare pensieri e parole di senso compiuto.
    
    «Pronto, mi senti?» chiamò la voce.
    
    «S-sì, ci sono» balbettai.
    
    «Ti chiamo per Danilo».
    
    Il respiro mi si fece corto. Ebbi un’orribile sensazione.
    
    «È tutto a posto?» dissi, tradendo una forte preoccupazione.
    
    «A dire il vero… no» mi rispose la ragazza dall’altra parte dell’apparecchio.
    
    «Cosa è successo?».
    
    «Hai tempo per ascoltarmi?».
    
    «Non preoccuparti, sono libero in questo momento». Adocchiai un panchina sgombra lì vicino e mi sedetti: temevo che le gambe ...
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