1. Danilo e federico - parte i: la storia di danilo (13)


    Data: 29/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: vgvg91, Fonte: Annunci69

    ... fui più veloce: mi frapposi tra di loro, gettandomi su mia madre per proteggerla e dando la schiena a quell’uomo. D’un tratto, mi bloccò la testa contro il petto di mia madre e sentii la mia pelle bruciare insopportabilmente: stava sadicamente spegnendo il mozzicone della sigaretta sulla mia schiena. Urlai, implorai di smetterla, ma non sembrò ascoltarmi: con un calcio, mi girò di schiena e mi pestò di botte. Fino a quel momento non mi aveva mai torto un capello. Uno, due, tre… Persi il conto degli schiaffi e dei pugni che mi scaricò addosso… Poi, vide il mio volto coperto di sangue e sembrò rendersi conto di quanto aveva appena fatto… si alzò e uscì da casa. Da allora, non si fece mai più vivo».
    
    Avevo smesso di lavare Danilo, troppo sconvolto dal suo racconto. Continuavo a massaggiargli la schiena con la mano, come a volergli infondere coraggio.
    
    «Da quel momento, giurai a me stesso che nessun altro in vita mia avrebbe osato mettermi i piedi in testa. Ho studiato sodo, mi sono spaccato la schiena partendo dal basso e sono arrivato dove mi trovo ora».
    
    Sorrisi amaramente, soffocando a stento le lacrime. Poi baciai delicatamente la sua schiena. Al tocco delle mie labbra, Danilo si irrigidì, ritraendosi e voltandosi a guardarmi. Fu in quel momento che riuscii a intravedere in quello sguardo di ghiaccio tutti i suoi demoni.
    
    «Non toccarmi, ti prego».
    
    «Danilo, non fare così» lo supplicai, «ora è tutto chiaro…».
    
    «No Federico, non hai capito un cazzo! Io sono ...
    ... esattamente come quell’uomo! Sono un mostro, sono violento! Io… devo proteggerti» riprese a piangere a singhiozzi, come quella sera di un mese prima.
    
    «Non sei come lui!» ribattei io, ormai coinvolto dal turbinio delle emozioni.
    
    «Non lo vedi?» fece lui, portandosi un dito alla tempia e stringendo i denti; gli occhi erano rossi e fradici di lacrime, rivoli di saliva schizzavano fuori dalla bocca ad ogni parola. «C’è qualcosa che non funziona, qui dentro! Sono pazzo, non sono capace di amare… nessuno, né Vanessa, né te».
    
    «Smettila!» urlai, sovrastando le sue parole. «Io ti ho visto, so come sei fatto nel profondo. Non sei come quell’uomo, sei diverso da lui…».
    
    «Io sono quell’uomo! Il vero me lo hai visto quando ti ho violentato, quando ti ho spinto contro il muro facendoti del male!».
    
    «No! Il vero Danilo è quello che ho visto in cima al Campanile, quello che mi abbraccia forte a sé, che è in grado di fare l’amore, di accarezzarmi dolcemente i capelli… sei tu che non devi soffocare la tua vera natura!».
    
    «Come fai ad esserne così sicuro, me lo spieghi?» urlò lui, senza porre un freno alla sua disperazione.
    
    «Perché sento qualcosa per te!» gridai. Danilo smise di piangere, strabuzzò gli occhi e rimase impietrito, scrutandomi con i suoi occhi glaciali. «No, tu non puoi…» fece lui, in un sussurro.
    
    «Invece sì» ammisi io, finalmente più a me stesso che a lui. «Non potrei mai sentire qualcosa per il mostro che descrivi. Invece, proprio perché ho scoperto tutto quello che ...
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