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Beatrice
Data: 22/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: RUN LIKE HELL, Fonte: EroticiRacconti
... di quella prima domenica di agosto oltrepassarono la soglia di casa mia. Monica era radiosa, abbronzata, bellissima, gioiosa, immediatamente stretta al mio corpo. Ero strafelice di riaverla con me. Poi finalmente vidi Beatrice. Se ne stava in piedi, ancora sulla soglia, sembrava in rispettosa e timida attesa che le nostre effusioni terminassero. Mi colpì subito il suo sguardo, i suoi occhi. Ma dov’era la ragazzina raccontatami da Monica? L’esuberante, maliziosa, intrigante, sensuale, peccaminosa e tentatrice fanciulla? Davanti a me una timida ragazzina, lo sguardo quasi basso, esitante, che sembrava intimorita dalla mia presenza. Non vidi subito le sue fattezze, a parte il bel viso dolce e delicato. Ero rimasto sorpreso e confuso. Perché sorpreso l’ho già detto; confuso, con l’immediatezza che solo la velocità del pensiero possiede, in quanto sentii quell’impercettibile fremito che percorre il corpo di un maschio quando sente odore di sesso. C’era qualcosa che non tornava tra l’immagine fisica davanti a me e l’ispirazione che immediatamente ne trassi. Subito però tutto scomparve avendo io realizzato che le descrizioni di Monica avevano suggestionato la mia aspettativa. Il tutto non mi impedì di notare lo sguardo di Monica che sembrava stesse indagando la mia reazione, particolare che mostrerà solo in seguito la sua importanza. Proseguimmo comunque con le presentazioni, poi con le necessarie incombenze in preparazione alla partenza per la Val Gardena dove, in ...
... una casetta nel verde, avremmo trascorso una decina di giorni o più. TRASFERIMENTO IN AUTO Partimmo in auto da Milano intorno alle 18.00 per un viaggio di circa 4 ore. Beatrice si accomodò dietro, Monica avanti accanto a me. Ebbene tutto il tempo trascorse con me quasi escluso dalle loro conversazioni, al punto che a un tratto suggerii a Monica di sedersi anche lei sul sedile posteriore, non fosse altro che per evitare un torcicollo. Ma non lo fece. Sentii un leggero nervosismo, cosa che davvero non capitava mai tra noi in maniera che non fosse esplicita. Certo che avevamo le nostre piccole futili discussioni, sempre per cose di scarsissima importanza, ma mai tenevamo per noi nascosto un seppur piccolo risentimento. Avrei potuto, scherzando, dire loro che c’ero anche io e che non ero l’autista del tram e cose simili, ma non lo feci. Però, però, però, nei momenti di interruzione delle loro chiacchiere ecco che, attraverso lo specchietto retrovisore, vedevo gli occhi di Beatrice fissarmi molto insistentemente con uno sguardo che non si abbassava per niente incrociando il mio. Furono quattro ore praticamente di chiacchiericcio tra loro e sguardi tra Beatrice e me, con il risultato che ero io per primo a scansarmi e non solo perché c’era da guardare la strada. All’arrivo, prima di casa, sosta in una piccola e deliziosa trattoria dove l’atmosfera fu rilassata e priva di ogni incrocio di sguardi particolari tra nessuno di noi. Beatrice era gioiosa, sembrava assaporasse ...