1. Beatrice


    Data: 22/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: RUN LIKE HELL, Fonte: EroticiRacconti

    ... rituali; le due mie due formidabili compagne si muovevano ormai in coppia, erano fidanzate, compagne, amanti; lasciavo loro tempo e spazio da vivere da sole, si avventurarono in un paio di escursioni tra i boschi, e passeggiate in città, con sosta e pranzo fuori casa; Io me ne stavo tranquillo, aspettando il loro ritorno; vedevo Monica felice e non volevo in alcun modo turbare quel momento.
    
    Avevo superato quella stupida forma di gelosia anche se continuavo ad essere turbatissimo da tutta Beatrice, cervello insondabile e corpo da violare. E pensavo, a riguardo, che, stando attento alla reazione di Monica, l’avrei sottoposta a qualche dura prova che dimostrasse il suo presunto amore per me. Il rapporto con Monica sembrava l’avesse tranquillizzata, ma era solo fuoco che covava sotto la cenere. Era nata per sfidare e provocare.
    
    Un pomeriggio il nostro unico vicino di casa, ultrasessantenne neanche così ben portati, trafficava nel suo giardino. Monica leggeva in soggiorno, Beatrice bighellonava sul prato antistante casa e confinante con quello del vicino. Io l’osservavo dalla soglia. Lei si accorse di essere sorvegliata da me, si avvicinò e mi sibilò tra i denti: “ancora non mi tocchi; quando vorrai sarà troppo tardi” e allontanandosi verso la bassa siepe che divideva i confini delle due case prese a spogliarsi completamente ben conscia che il vicino l’osservava. Stette lì un po’, poi si avvicinò, sempre nuda, alla siepe e prese a parlare con l’anziano uomo.. Dopo poco ...
    ... si avvolse un asciugamano attorno al corpo, uscì dal nostro cancelletto e oltrepassò quello accanto, per sparire poi assieme all’uomo in casa. Me ne stetti lì a far nulla e non volli dire nulla a Monica. Passarono solo pochi minuti e la vidi ricomparire salutando allegramente l’uomo che era rimasto in casa. Avvicinandosi a me si liberò dell’asciugamano, mi passò vicino per entrare e mi baciò voluttuosamente. Non ci giurerei ma la sua bocca sapeva di cazzo. Che diavolo, pensai, ti punirò.
    
    Arrivò il sabato sera; questa volta gli invitati eravamo solo noi tre. Manuela e Alessandro ci accolsero gioiosamente e lei indugiò abbastanza nell’abbracciare Beatrice che nulla fece per sottrarsi a quell’abbraccio voluttuoso, le mani di Manuela che insistevano molto quasi sul suo culetto così intrigante.
    
    Dopo cena arrivò un signore, amico dei padroni di casa, persona di età indefinibile ma già avanti con gli anni, elegante in modo esagerato, dal portamento snob e distaccato, quasi sprezzante nei confronti di tutti, comunque cortese e spiritoso. Era grasso e aveva gli occhi bovini ed equivoci; alle mani due grossi anelli, appariscenti; si appoggiava, senza averne reale necessità ad un bastone che sembrava prezioso quanto quei due gioielli alle sue dita. Mi richiamò subito alla memoria quel sig. Quilty, personaggio sordido e peccaminoso della Lolita di Nabokov. I miei sensi si allertarono e contemporaneamente si insinuò in me un’idea molto ma molto cattiva, poi pensai a Monica e ogni ...
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