1. Una moglie per bene nell’abisso della completa sottomissione (12)


    Data: 15/01/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: sesamoandmia, Fonte: Annunci69

    ... per una donna cosiddetta per bene come me.
    
    Iniziai a percepire perfettamente cosa sarebbe diventata la mia vita da quel momento in poi. Sentii i battiti del mio cuore accelerare all’impazzata, senza più freni. Ora mi rendevo conto di quanto in basso stavo cadendo e non riuscivo nemmeno ad immaginare il fondo che avrei potuto raggiungere nel mio prossimo futuro. Purtuttavia quel “basso” mi attirava, quell’essere al servizio del sesso e forse di un sesso tanto difficile da immaginare e sempre più depravato mi affascinava. Forse sapevo quello che desideravo, anche se la mia mente mi implorava di essere attenta e cauta.
    
    “Sono pronta signore.”
    
    Pronunciai quella frase con voce convinta, come se quella fosse davvero la mia vocazione.
    
    “Il giorno che hai davanti – riprese Jamaal – ti farà comprendere quello che dovrai diventare. Non passerà molto tempo che Gaston e Cosimo ti affideranno a me e presto ti troverai a battere il marciapiede per me o per qualcun altro e sarà la tua nuova vita anche quando tornerai in Italia nella tua città.”
    
    Cosimo? Cosa c’entrava Cosimo? Anche lui era coinvolto in quella storia? Mi sentii raggelare il sangue nelle vene. Dunque anche Cosimo potrebbe aver architettato la mia caduta verso il basso, anche lui è l’artefice di questa insana trasformazione. Ora potevo aspettarmi proprio di tutto e al ritorno in Italia chissà cos’altro mi sarei dovuta aspettare. Ma nel formulare questi pensieri avvertii qualcosa di strano e di insolito dentro di ...
    ... me. La vergogna, la paura, il disprezzo che provavo verso quell’individuo stavano lentamente diminuendo e pensai che, in fondo, sarebbe stato anche piacevole essere la schiava di Cosimo.
    
    Non ebbi il tempo di meditare e di ragionare ulteriormente su questi assurdi pensieri perché Jamaal mi ordinò di stendermi a terra, cosa che feci senza pensarci su e mi stesi bocconi su quel pavimento umido e appiccicoso.
    
    Sentii Jamaal che si chinava su di me, poi un oggetto che mi toccava la schiena e capii che quell’uomo stava scrivendo qualcosa, non so se col rossetto di prima oppure con un grosso pennarello.
    
    Quando ebbe finito mi fece mettere a quattro zampe e, strattonandomi con il guinzaglio, fece in modo che io lo seguissi come una cagnolina fedele.
    
    Camminammo in quel modo, su quel pavimento appiccicoso ancora per qualche metro quando mi ritrovai in uno spazio molto ristretto, con delle barre di ferro ai lati e un pagliericcio in terra.
    
    Capii che dovevo trovarmi in una gabbia, piccola, ma grande abbastanza per contenere una persona e fui presa da sconforto, ora mi sentivo davvero come un animale, chiuso in una gabbia fredda e abbandonata a me stessa.
    
    Poi il rumore di una grata dietro di me, il classico rumore di una grata che si chiudeva facendo scattare una serratura, poi dei passi decisi che si allontanavano.
    
    Infine ci fu il silenzio, un silenzio assordante e il buio oltre la benda che portavo sugli occhi.
    
    Buon estate a tutti. Comunque ben accetti i vostri ...