1. LE CINQUE GIORNATE DI MILANO


    Data: 13/03/2019, Categorie: Etero Autore: suve, Fonte: RaccontiMilu

    E’ una folla immensa quella che la mattina di sabato 18 marzo 1848 si raduna in Piazza Mercanti, davanti al palazzo del Governatore Spaur, per chiedere riforme. Il giorno precedente la notizia delle dimissioni del Metternich, che seguivano a un periodo di rivolte e concessioni in vari stati dell’allora divisa Italia, aveva convinto i vari Casati, Manara, Cattaneo, Litta ed altri, pur divisi dai progetti politici, ad unirsi per iniziare quello che volevano fosse il cammino verso la liberazione dalla dominazione austriaca.
    
    La manifestazione, inizialmente pacifica, diventa un vero e proprio assalto. L’O’Donnel, in rappresentanza dello Spaur che era andato a Verona, firma alcune concessioni. Il popolo milanese insorge compatto costruendo barricate nelle vie, dissestando le strade per impedire cariche di cavalleria, utilizzando case e tetti per bersagliare dall’alto i soldati austriaci.
    
    ‘ Signora Franca, vada via. Ci sono gli austriaci di là ‘
    
    E’ l’avvertimento che Franca, vedova quarantenne, riceve da un conoscente mentre percorre le vie. Sta cercando suo figlio Martino, da ore non ha notizie di lui e il fermento, le grida, il rumore degli spari, la preoccupano. Vede una barricata. Lì sopra, appollaiati, dei cittadini milanesi tirano schioppettate contro qualcuno dall’altra parte. Si avvicina senza paura, il cuore di una mamma non teme nulla quando ci sono i figli di mezzo. Cerca, nella confusione, nel rumore, nell’odore acre della polvere da sparo, di vedere se tra ...
    ... quelle persone c’&egrave suo figlio. Sono giovani ed anziani, in abiti da lavoro sdruciti o in eleganti completi. Non c’&egrave differenza di ceto o di età, sono lì tutti insieme contro il nemico comune, impauriti ma decisi, sudati e scarmigliati, un unico pensiero: lottare.
    
    Avvicinandosi vede che dall’alto delle finestre e dei tetti qualcuno spara o getta tegole. Si avvicina più che può e le pare di vedere un giovane, accasciato quasi sulla sommità della barricata, che somiglia a suo figlio. In preda al terrore corre, si arrampica, gira il corpo esanime e con un sospiro di sollievo vede che &egrave uno sconosciuto.
    
    ‘ Signora Franca .. vada via, qui sparano. AAAAHHHHH’ ‘
    
    Si ritrova a terra, spinta da un corpo che le &egrave caduto addosso. Lo guarda e riconosce un suo vicino di casa intuendo che l’uomo l’ha spinta via prendendosi una pallottola al suo posto.
    
    Scende dalla barricata per soccorrerlo, segue con ansia due giovani che l’hanno sollevato per portarlo via. Non vanno molto distante, una decina di metri indietro, in un portone di una casa disabitata. Li segue per le scale, in una stanza al primo piano, e li vede poggiarlo con delicatezza su un pagliericcio per correre subito via.
    
    ‘ Signora, pensi lei a lui, faccia quello che può, noi torniamo in strada. Se vediamo un dottore glielo mandiamo. ‘
    
    I due giovani spariscono lasciandola sola con l’uomo che perde sangue da una ferita al petto. Non sa cosa fare Franca. Istintivamente tampona la ferita stracciandosi ...
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