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"prove tecniche di "trasgressione" 4
Data: 14/05/2024, Categorie: Prime Esperienze Autore: quartofederico, Fonte: Annunci69
... bene..." replicò. "Aspetta, fammi finire - dissi in tono pacato - dicevo, se a te va bene, domani verso le diciotto ti aspettiamo all'ingresso principale del centro commerciale, quello inaugurato la scorsa settimana; lo conosci?" "Sì, ho capito: ci sarò. Ma ora sei sola?" "No, mio marito è qui vicino a me, perché?" chiesi "Niente... digli che sono veramente felice di conoscere anche lui e pronto, anzi prontissimo a mettermi a vostra..." Evidentemente non trovò la parola giusta e, mentre Gennaro eccitato mi sorrideva, lui, prima di salutarci: "Ma domani non pranziamo assieme?" chiese. Mio marito fece cenno di dirgli di no e: "Non insistere; ci vediamo domani alle sei" confermai decisa. Un mio ciao e una sua buonanotte, chiuse la comunicazione. "Allora?" domandai. "Domani alle tredici, torna a casa; ho preso il pomeriggio libero, così mangiamo qualcosa assieme e ci prepariamo per l'incontro". Era eccitato, si capiva da come si muoveva sulla poltrona e da come si aggiustava il cazzo nei pantaloni ma non volevo fargli calare il desiderio; non gli avrei concesso nulla, per cui mi alzai e mi rintanai in bagno. Mi seguì con lo sguardo e, comprendendo la situazione, si avviò mogio mogio verso la camera da letto. Quella notte dormii profondamente e feci un sogno parecchio inquietante: camminavo nuda per strada, ma nessuno mi degnava di uno sguardo, fino a quando mio marito, senza preoccuparsi della mia nudità, mi raggiunse di corsa e mi porse ...
... un cappello di paglia per proteggermi dal sole. Solo allora mi accorsi che anche gli altri erano nudi e tutti con i cappelli in testa. L'unico vestito di tutto punto era Gennaro, che si sedette su una panchina e si mise ad ammirare il via vai della gente. Mi svegliai che erano le sei; cercai in tutti i modi di riprendere sonno, ma non ci fu verso; allora mi alzai ed in cucina preparai il caffè. Genny notando la mia assenza mi raggiunse e si sedette a guardarmi. "Che c'è?" chiese. "Niente, ho pensato di farti dormire un po' di più, volevo portarti io il caffè, stamattina". "Come hai dormito? - poi proseguì - io, a dire il vero, un tantino agitato, forse per quello che abbiamo in programma oggi". "Ho fatto uno strano sogno" e glielo raccontai. "Chissà cosa vorrà dire, ma non pensiamoci" e gli porsi la tazzina del caffè. "Vai prima tu in bagno, mentre mando due e-mail, che dovevano essere spedite già ieri" e, con uno strano bacio sulla fronte, si allontanò. Pensandoci bene quel sogno non era poi tanto difficile da interpretare. Uscii di casa e lo salutai con un ciao, mentre era in bagno. "Chiamami più tardi, per metterci d'accordo" urlò. Arrivai in ufficio cinque minuti prima delle otto e passai prima in amministrazione per chiedere il pomeriggio libero. Fui accontentata subito e me ne tornai nella mia stanza per iniziare il mio lavoro. Giorgia, stranamente, non si era vista e non l'incontrai nemmeno al bar durante la pausa caffè. Evitai ...