1. Il giallo della gerbera rossa


    Data: 28/03/2024, Categorie: Etero Autore: Nepenthes, Fonte: Annunci69

    ... Adesso me lo dici! Perché hai urlato il suo nome? Cosa c’entri tu con mia madre?”
    
    - “Francesca era tua madre?”
    
    - “Certo! Io sono sua figlia. E adesso mi dici chi eri tu per lei.”
    
    Delio si alzò velocemente e se ne andò trafelato, vestendosi alla meno peggio durante il tragitto.
    
    Così mi rivolsi agli altri, in particolare al più giovane, mentre il pelato, finalmente, senza fare una piega, mi sborrava sulle tette, autoproclamandosi vincitore del conflitto.
    
    Il giovane si sedette e cominciò a raccontare che Delio era il più anziano del gruppo, il dipendente più esperto. Disse che, essendo, il cimitero, frequentato da molte vedove, si prestava molto a questo tipo di situazioni, che loro ne approfittavano da anni e Delio ancora prima loro che loro venissero assunti in quel posto. Era come un rituale consolidato nel tempo attraverso generazioni. Questo spiegava la loro organizzazione.
    
    - “Volete dire che… Anche mia madre…”
    
    - “E non solo tua madre!” Irruppe a gamba tesa l’apatico pelato.
    
    - “Anche mia nonna… ?”
    
    - “Da quel che si racconta nell’ambiente…” annuì il giovane.
    
    - “Oh cazzo! …E sempre con Delio?”
    
    - “A quanto pare… Ai tempi era molto giovane. Praticamente un adolescente.”
    
    - “Cazzo! Sono sconvolta!”
    
    - “E non è tutto! - rincarò la dose il pelato - Non so se dirtelo, ma…” tirò un lungo respiro.
    
    - “Ma?…”
    
    - “Un giorno, tua madre, venne qui al cimitero per parlare con Delio. Gli disse che era in cinta e non sapeva di chi.”
    
    - “Sei uno stronzo!” Irruppe il giovane.
    
    Il pelato se ne andò e nulla potei per trattenerlo.
    
    Il giovane si dileguò, imbarazzatissimo, scusandosi ripetutamente, appresso a lui.
    
    Il sole si schermò arrossendo dietro la quinta di cipressi senza fine, mentre un rivolo caldo e denso scendeva all’interno delle mie cosce…
    
    Di quelle di mia madre…
    
    Di mia Nonna.
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