1. Il venditore di aspirapolveri 01


    Data: 02/12/2022, Categorie: Etero Autore: Jverne70, Fonte: Annunci69

    Mi trovavo in uno di quei periodi di crisi che capitano durante la vita di un individuo. Avevo lasciato il vecchio lavoro, avevo vivacchiato per un paio di mesi ed ora ero alla ricerca di un’altra occupazione nel mio settore specifico di competenza. Faticavo a trovare l’occasione giusta.
    
    Piuttosto che cedere a ricatti più o meno mascherati mandai tutto a quel paese. Qualcosa dovevo pur fare.
    
    Un amico, che già stava lavorando mi introdusse nel mondo dei venditori di aspirapolveri.
    
    Niente di più lontano da quello che avrei voluto e saputo fare.
    
    Ero un po’ incavolato con l’esistenza e solo per sfida accettai.
    
    Mi trovai ad affrontare tre settimane di corso, poi affiancamento ed infine la “professione”.
    
    Avevo un’idea fantasiosa di questo mestiere legata alle dicerie delle gran scopate che si facevano con le casalinghe.
    
    Tra noi maschietti giravano appunto queste chiacchiere corroborate da qualche racconto di prima mano di venditori. Veri o solo sognati comunque questi racconti affollavano l’immaginario maschile.
    
    Forse fu anche per quel motivo che accettai, con la mia indole da “San Tommaso, se non vedo non credo”.
    
    Andiamo con ordine.
    
    Il corso introduttivo lo teneva una tal Daniela, milanese, espansiva super chiacchierona, adrenalinica, sempre attiva, positiva. Perlomeno questa era la sua maschera abituale. Una bella 40enne alta magra, una seconda di seno, una bella curva posteriore, una testa tutta riccia castana con capello corto ed un paio di occhiali a goccia che la rendevano senz’altro appetibile e molto fascinosa.
    
    Il pubblico, cioè gli aspiranti venditori, era il più eterogeneo e variegato che si possa immaginare. Eravamo circa una ventina con età variabili dai 18 ai 65 anni, di tutte le razze ed etnie, maschi , femmine e se possibile un efebico effemminato giusto per non farci mancare nulla.
    
    Questa Daniela era un treno. Non che ci fosse chissaché
    
    da imparare, in un paio di giorni massimo si poteva fare tutto. Ma quelle tre settimane facevano da filtro, tra ritiri e “bocciature” scremavano i pretendenti.
    
    Comunque sia accettai la cosa così come la proposero.
    
    4 ore al giorno.
    
    Per fortuna che ci stava Michela.
    
    Avevo già notato, fin dal primo giorno questa ragazza, non perché mi piacesse ma ne fui attratto e cominciò ad alimentare le mie fantasie.
    
    Una ragazzetta sui ventanni, piccolina, occhialoni da vista, incurvata sulla sedia, scoprirò poi per nascondere due splendide tettone.
    
    Quelle ragazzette che seppur carine, con tutte le cosette al punto giusto, per via di varie esperienze pregresse si vedono e credono bruttine, insignificanti, non piacenti e si celano al mondo. Si vestono con vestitoni ampi etc.
    
    Ecco Michela era quel tipo di ragazza.
    
    Seduta in prima fila sempre intenta a prendere appunti. La secchiona del gruppo.
    
    Man mano che trascorrevano le ore ed i giorni cominciai a capire meglio la situazione. Durante quelle ore mi perdevo beatamente ad osservare il culo di Daniela, ...
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