Il Ranch
Data: 25/11/2022,
Categorie:
Dominazione / BDSM
Etero
Autore: Koss, Fonte: RaccontiMilu
... delle serve. Gli anellini nei genitali, nei capezzoli e al naso non avevano solo lo scopo di adornare le giumente, ma, soprattutto all’inizio, servivano come mezzi di costrizione, per costringerle a fare quello che i padroni, ma anche le serve, desideravano. Bastava tirare e la puledra doveva seguire e ubbidire. Le puledre erano costantemente eccitate, forse Chen, in quel grasso mischiava anche erbe afrodisiache, il cinese era pieno di risorse, pensava Margareth, mentre le passava in rassegna. L’eccitazione e i bollori, durante il giorno si calmavano, ma solo perché le puledre lavoravano, correvano, sudavano e tutto quel movimento produceva endorfine, ma la sera e la notte l’eccitazione sessuale riprendeva, la mattina le giumente smaniavano, era uno dei motivi per cui non vedevano l’ora di mettersi a correre. La bionda e la nera formosa lavoravano in coppia, la loro puledra preferita era una giapponese, era una puledra importante, perché era stata scelta niente poco di meno che come puledra personale dal Presidente del ranch. Come tutte le puledre, la giapponese era tonica, ma aveva un corpo di burro, con le tette grandi e cremose. Le dita della bionda e della nera si immergevano con soddisfazione nel mammellume e la giapponese uggiolava come una cucciola. La massaggiavano e si divertivano ad eccitarla, alle due svampite che fosse la pony personale del Presidente non importava più di tanto. La troia, a loro, sembrava che ci stesse e questo le faceva stare tranquille. ...
... Infatti, la puledra anche se cercava di trattenersi, ogni tanto veniva sbrodolando tra le mani delle serve. Rischiavano, lo sapevano, ma la giapponese era irresistibile. Il massaggio durava pochi minuti, bisognava correre, c’era tanto da fare, ma loro due sapevano stimolarla e a volte vedevano che si piegava sulle ginocchia, soprattutto quando la bionda se la lavorava davanti, sulle tette, e la nera la penetrava nella fica da dietro. La giapponese mugolava per tutto il tempo e si contorceva cercando di non muoversi mentre le due serve ridacchiavano. Margareth osservava e faceva finta di non vedere, interveniva solo, ed erano guai, se la puledra si vedeva imporre quelle attenzioni, ma la giapponese le gradiva e tutto sommato le serve facevano bene a soddisfarla, durante il giorno sarebbe stata meglio. Le serve più brave, ma lo stavano diventando tutte, facevano penetrare le dita nei muscoli, sempre più duri, delle puledre, li scioglievano e tonificavano, facendo distendere i nervi. Quel grasso aveva il compito di proteggere la pelle delle puledre dal vento e dal sole, visto che stavano quasi tutto il giorno praticamente nude all’aperto. Per le puledre era una formula magica, le faceva stare bene, era la loro droga mattutina. Le ponygirl erano state degradate a livello di bestiame, ma in quel luogo avevano un grande valore, tutto girava intorno a loro e quelle che erano entrate nel loro ruolo, e dopo un po’ di tempo succedeva a tutte, lo sentivano. Sentivano che erano diventate ...