1. Il diavolo in corpo


    Data: 16/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... che lo stimola a palpare il culo della sua preda, quasi pregustandone il possesso. Certo, nella fattispecie di don Pedro, si era trattato finora di culi femminili, ma la mano non ha mica gli occhi per vedere dove si posa!
    
    Si allunga, tocca e se sente qualcosa di piacevole, insiste e persiste. E in effetti, sentendo al tatto e al liscio le due sode rotondità di Manolo, la mano di don Pedro si infervorò, palpando e pastrugnando, al punto che la sua mente obnubilata dal piacere e dalla lussuria, non si chiese minimamente a chi quelle chiappe potessero appartenere, ma, trovata la cintura delle braghe ci si infilò sotto, vieppiù eccitandosi al contatto della pelle calda e liscia più della seta.
    
    Ora, come accade al beone che quanto più gli si riscalda la gola, tanto più tracanna smodatamente vino e liquori, lo stesso avvenne a don Pedro Casillas che, ritrovandosi col cazzo infuocato, tanto più all’approssimarsi dell’orgasmo, perse del tutto il lume della ragione e, saltato addosso al ragazzo, gli strappò via i calzoni, gli allargò con brusco gesto le belle chiappe, fissò allucinato la rosellina fremente, ci sputò sopra e ci conficcò d’istinto l’uccello.
    
    Manolo non era preparato a questo, nella sua inesperienza non lo aveva previsto, forse neanche immaginato, e il dolore improvviso lo trafisse; tuttavia, riuscì a reprimere in un guaito soffocato il grido che gli strozzava la gola: l’ultima cosa che voleva era che qualcuno lo sentisse e accorresse a vedere. Magari suo ...
    ... padre! La presenza del marchese lo avrebbe messo per il momento al riparo, ma poi… quando don Pedro fosse andato via?... gli avrebbe come minimo fracassato sulla schiena i manici di tutte le ramazze della locanda!
    
    Così, strinse i pugni e sopportò l’assalto, che per sua fortuna fu breve: il marchese infatti era talmente sovraeccitato, che gli bastò affondare poco oltre la cappella nel buco strettissimo di Manolo, per essere spedito in uno degli orgasmi più esplosivi della sua carriera di amatore.
    
    “Tu devi avere il diavolo in corpo, ragazzo, - disse il giovane più tardi – non me l’ero mai goduta così tanto!”, e gli diede un buffetto sulla guancia.
    
    Per tutta risposta, Manolo raccolse il cazzo ormai floscio, che giaceva sul folto ciuffo ricciuto, e slinguò la pozzetta formata dal prepuzio tutto tirato in su. Don Pedro ebbe un fremito.
    
    “Rimani qui, - gli disse – non abbiamo ancora finito.”
    
    Mancava poco a mattutino, quando Manolo sgusciò fuori dalla camera di don Pedro e raggiunse il suo letto. Camminava a gambe larghe e aveva la mascella indolenzita, ma era al settimo cielo: finalmente aveva realizzato i suoi sogni più fervidi.
    
    Il marchese si alzò molto tardi, quella mattina: fece le sue abluzioni e poi scese nella sala e, dopo un’abbondante colazione, chiese il suo cavallo.
    
    Pagò quanto dovuto, poi al momento di partire:
    
    “Vostro figlio, mastro oste, - disse con noncurante alterigia – viene con me. Lo prendo come valletto.”
    
    “Ma, Vostra Eccellenza, - balbettò ...
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