1. Il diavolo in corpo


    Data: 16/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... bisogni.”
    
    “Non credo che alludesse a questo.”, ironizzò don Pedro, ma senza allontanargli la mano, stavolta, anzi scostando la sua e lasciando che il ragazzo gli impugnasse l’organo, al quale non interessava certo di chi fosse la mano che lo impugnava. E infatti rispose con un brivido e una copiosa colata di presborra.
    
    Vistosi concedere libero passo, Manolo non ci mise molto a tirarlo fuori dalle mutande bagnate e gli occhi gli brillarono, quando per la prima volta ebbe modo di impugnare un cazzo duro, stringerlo, sentirne il calore e la sofficità della guaina, che scorreva su un’anima rigida… Aveva immaginato chissà quante volte questo momento, ma nessuna delle precedenti fantasie poteva eguagliare l’intensità del momento che stava vivendo.
    
    Solo che adesso non sapeva più che fare: erano tante le cose che aveva immaginato durante le sue folli masturbazioni, che adesso non sapeva da dove cominciare.
    
    Si accorse che don Pedro si era sistemato con le mani dietro la nuca e lo fissava con un sorriso beffardo, allora con mosse incerte cominciò con un certo impaccio a muovere la mano su e giù.
    
    Bisogna riconoscere, onestamente, che per tanto esperti possiamo essere, non è facile masturbare il cazzo di un altro: non c’è da meravigliarsi, quindi, della difficoltà con cui Manolo muoveva i suoi primi passi. I frutti del suo lavoro non erano esaltanti, per quanto l’uccello di don Pedro, forse più istintivo e meno esigente del suo padrone, guizzasse e spurgasse di goduria, ...
    ... pur sotto quelle maldestre manovre.
    
    “Questo è tutto quello sai fare?”, sbottò ad un tratto il marchese, tra l’ironico e il seccato.
    
    Manolo si bloccò, confuso, poi, senza sapere neanche lui cosa stesse facendo, si chinò e prese fra le labbra la cappella sbavata, continuando nel frattempo a masturbare la mazza con la mano.
    
    Il sapore non era comprensibilmente dei migliori, ma Manolo non capiva più niente, forse neanche si rendeva conto di tenere un cazzo in bocca. Per don Pedro, invece, fu una sferzata di libidine assoluta.
    
    “E questo dove l’hai imparato?”, boccheggiò, neanche lui aduso a simili trattamenti.
    
    Provò un senso di schifo all’idea che il ragazzo tenesse in bocca il suo cazzo, la sola idea lo faceva vomitare. Ma accidenti, se era piacevole sentirsi la cappella avvolta dalle calde pareti della bocca e stimolata dalla lingua… succhiata come la poppa di una vacca!
    
    Avrebbe voluto dirgli di fermarsi, che forse fare quelle cose con un uomo non è corretto, non va bene… ma perché, se era stato lui, Manolo, a cominciare e, a quanto pareva, se la stava godendo un mondo?
    
    Continuando a poppare, il ragazzo era salito sul letto e gli si era accosciato al fianco, così che venne facile e naturale a don Pedro poggiargli una mano sulla schiena e poi spostarla lentamente verso il fondoschiena. Bisogna dire che non fu un’azione programmata, non fu un gesto intenzionale: diciamo che negli spasimi del piacere, la mano rispose all’istintività primordiale del maschio, quella ...
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