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Boy scout - 4
Data: 05/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marcus95, Fonte: Annunci69
... da lui. A volte mi innervosiva. Lui mi prese per il braccio e mi fece male. I suoi occhi neri mi mettevano paura fissi nei miei. «Ammettilo Tommaso. Che cosa ha fatto di male?» chiesi sapendo che me le avrebbe date. «Sono il tuo guardiano e ti devo controllare» disse serio. «Va bene» dissi ed entrai in tenda dato che aveva allentato la presa e mi ero liberato. La salita verso il rifugio fu veloce ma ero da solo con i miei pensieri. Tommaso camminava dietro di me senza proferire parola. Federico parlava con Simone davanti a me. Quando arrivai mi girai verso Tommaso e con un sorriso gli chiesi «Oggi mi vieni a trovare in ambulatorio?» «No!» disse e mi diede uno strattone per entrare nel rifugio. Rimasi fuori vedendo le altre Pattuglie che entravano. Una lacrima mi rigò il viso. L’asciugai e corsi verso l’ambulatorio. Volevo fare qualcosa. Entrai velocemente e vidi che Andrea mi stava aspettando. Vedendo la mia faccia disse «C’è qualcosa che non va?» «Perché?» chiesi io facendo finta di nulla. Fece spallucce capendo che vi era stato un problema adolescenziale. Però il dottore sapeva leggermi nella mente perché disse: «Immagino che tu voglia impiegare il tempo a fare qualcosa dato che stamattina non abbiamo appuntamenti.» Aveva ragione. Feci cenno di sì con la testa e lui si avvicinò ad uno scaffale a prendere dei registi. «Non ho ...
... mai avuto il tempo, ma sopratutto la voglia di mettere in ordine questi fogli. Se vuoi puoi farlo tu, solo se ti va» disse con tre pacchi di risme di fogli in mano. «Sì sì voglio farlo» dissi veloce e presi le risme dalle sue braccia. Mi adagiai su un tavolo secondario che c’era in ambulatorio e sparpagliai tutti i fogli per poi rimetterli in ordine di data. Dopo tre ore e mezza, arrivò una chiamata d’emergenza. Quattro persone erano cadute sui massi e avevano degli arti feriti. Uno era stato portato in un ospedale a valle perché molto probabilmente avrebbe perso la gamba. Gli altri sarebbero stati mandati da noi, in modo da medicarli dato che non erano grave. «Ti affido un paziente. Sarai solo, però vicino ci sono io, fai come sai fare. Mi fido di te» disse guardandomi serio. Misi da parte tutti i fogli e feci spazio sui lettini. Quindici minuti più tardi arrivarono le tre persone. C’era molto sangue ma avevo già tutto l’occorrente. Il mio paziente era un signore di 45 anni che aveva un ramo nella gamba destra. Per fortuna avevano già messo un laccio emostatico di emergenza. Tirai fuori il ramo e ripulii tutta la ferita. Non era pronta ma ci sarebbe voluto il gesso. Dato che nel rifugio non avevamo le attrezzature adatte decisi di fargli una fasciatura un po’ stretta da tenere solo per qualche ora, giusto il tempo di arrivare all’ospedale più vicino.