1. 020 cumcontrol e lo psicodramma della checca


    Data: 18/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... “Francesco, Francesco”, ma di lui, un cazzo.
    
    Al ché, procedendo a tentoni, e facendo attenzione a non spezzare la rosa in mano, vidi una lama di luce sul lato destro della galleria, una luce grigia, naturale, brutta ma se non altro meglio di quelle tenebre. Decisi di procedere a passo svelto, ed ecco che alla mia destra si apriva quella che una volta era una camera a tutti gli effetti, piuttosto ampia direi e con dei letti e delle reti di metallo arrugginito.
    
    L’ambiente era delimitato da muri di tufo con sopra incise ovunque svastiche, falci, martelli, cazzi e culi, segno che in quel luogo comunque doveva pur esserci stata una qualche remota frequentazione, perché davvero, quel posto pareva davvero così dimenticato dal tempo.
    
    Il mio Lui stava seduto a fumare ed io non sapendo cosa fare mi guardai attorno, sempre con la rosa moscia in mano.
    
    Lo guardai, lui guardava fuori, nel vuoto. Adagiai la rosa su un cesso rotto buttato lì dentro da chi sa chi.
    
    Io volevo far la pace. In tutta quella situazione lui era il mio solo appiglio del cuore, e va bene forse poteva essere pazzo, ma io lo amavo. Mi avvicinai sempre tenendomi a distanza da lui. Lui non diceva niente e io non sapevo davvero cosa fare.
    
    Certo, potevo sedermi, ma il culo devastato dalle barbariche trombate delle ore prima non me lo permetteva, allora piegai a carponi e mi avvicinai a lui come un cucciolo, tanto che gattonando mi avvicinai alle sue cosce aperte, e scoppiai a piangere senza più dignità ...
    ... per me. Piansi come un bambino.
    
    Posai una mano sul suo ginocchio.
    
    - Amore perdonami, andiamo via, se non mi vuoi più riportami almeno a casa, da Mamma a Roma.
    
    - …….
    
    - Rispondimi Francesco rispondimi, te ne prego rispondimi. Io lo so che tu mi ami, cosa faresti senza di me, eh? Lo hai visto, mi hai regalato dei fiori, pensaci, dove lo trovi tu un altro come me, eh?! io sono il tuo sogno Francesco…. Francesc’..Francesco!!!!!! Makkkeccazzo stai facendo!!!!! Francesco!!!!!!!!!!
    
    Lui s’era alzato di scatto, fini nel centro sella stanza, si sbottonò le brache, si acquattò e si mise a……
    
    a Cacare si mise, perdio. A cacare!
    
    Ma checcazz, stava cacando!
    
    Oddio Oddio, fu lì che mi sentii male.
    
    Ebbi paura. Buttai uno strillo che mi ficcai le mani tra i denti, atterrita come una Sandra Milo qualunque.
    
    Sincrono al mio urlo si sovrappose un tuono spaventoso, ed io corsi dall’altra parte della stanza facendo un balzo sopra la cacata per non sporcarmi le scarpette già tutte lordate.
    
    Udii dei motori e il rumore di gomme su terra bagnata. Mi affacciai.
    
    C'erano due autocarri bianchi con uomini dentro con la barba lunga e la faccia brutta ma tanto mai brutta.
    
    Francesco usci dal casolare. Io restai alla finestra e lo vidi che si avvicinò a loro, e si mise a parlare sotto la pioggia ai piedi di uno dei due mezzi che se ne stavano coi motori accesi.
    
    Poi sali a bordo.
    
    Come salì a bordo!? Oddio e io?! Ebbi le palpitazione. Udii il giro dei motore salire, e uno ...
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