1. 020 cumcontrol e lo psicodramma della checca


    Data: 18/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... aggiungere, e magari faceva parte del suo mondo interiore in fondo questo piacere tutto particolare di mescolare nella bocca del proprio fidanzato i propri spermi con gli altrui spermi.
    
    Baciare uno sconosciuto nella minzione di gruppo era poi qualcosa che aveva forse sognato da tempo, e perché mai avrei dovuto far storie se tutto questo a lui piaceva.
    
    Quanto al bacio, avrebbe prima o poi baciato anche me in quel modo. D’altronde non era poi tanto che stavamo insieme e quindi poteva esserci da parte sua una certa esitazione, nonostante avesse già progettato di vivere insieme.
    
    Forse dovevo smetterla di fare il tenero ragazzo per suscitare un senso di protezione da parte sua. Forse dovevo essere più scherzoso e non recitare nessuna parte. Non avrebbe retto al tempo questa mia parte del cucciolo.
    
    Così, valeva la pena essere ciò che ero, un ragazzo spiritoso e talvolta sopra le righe.
    
    Ma si..
    
    La macchina andava. E come se andava. Eravamo diretti in Russia, la sua patria, o almeno così mi sembrava.
    
    Si, perché della nostra destinazione il mio Koba volle mantenere un certo riserbo, ma era chiaro che si andava a vivere a casa sua, a Mosca.
    
    La strada era lunga e dissestata, ma lui correva sicuro, un pochino troppo per la verità.
    
    Eravamo a pochi chilometri dal confine ungherese, pensate. Sempre più a est dunque, senz’altro prima o poi avremmo curvato in direzione nord. Mamma mia se correva, aveva fretta di vivere una vita con me. Tutte quelle buche poi mi ...
    ... facevano bruciare il culettino spampanato nelle ore prima. Stavamo insieme da 36 ore, e già mi aveva scopato una dozzina di volte.
    
    Il mio culetto doveva drogarlo, e doveva amarmi alla pazzia, sì perché non si spiegherebbe diversamente tanta voglia di possedermi.
    
    Era buio fitto. La Slovenia, di notte, ha un ché di sinistro. Non c’era una casa in quel luogo, e tutto il paesaggio esalava bruma.
    
    Ma checcazzo me ne fotteva a me.
    
    Io ero con lui, il mio Koba, un uomo crudele forse negli affari del sesso, ma tuttavia protettivo con me.
    
    Era perso di me. Si vedeva dalla velocità con cui andava su quelle strade così dissestate.
    
    Lui mi amava, anche se a modo suo, ovvio, e bisognava sempre tenere pronto il culo, perché l’amore ha le sue urgenze.
    
    E’ bello dare il proprio culo all’amato anche se un tantino distrutto, il culo intendo dire.
    
    Magari ecco con qualche pomatina … Dovevano pur esserci delle buone farmacie in Russia, no?
    
    Già mi immaginavo il nostro arrivo. Ci saremmo rifocillati. La madre magari zoppa mi avrebbe abbracciato, e mi avrebbe mostrato con gioia la sua casa scrostata ma calda di una vita semplice.
    
    Sarebbe stato un segno di qualcosa di serio tra noi.
    
    Come poteva essere la madre del mio Koba?.. Sicuramente doveva essere una culona pazzesca, scusate se mi esprimo così, tuttavia doveva essere molto materna. Ma che importava? Era la madre del mio uomo, e mi avrebbe accolto a suon di frittelle.
    
    “Ragazzi andate di là che vi preparo la salsiccia” ...
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