1. 020 cumcontrol e lo psicodramma della checca


    Data: 18/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... che sei. Ma la macchina si muove. Basta spingere amore… amore… amooo!
    
    La macchina aveva portato il muso sul ciglio, e quando sospinta si affacciò pericolosamente del baratro, io strillai come una pazza.
    
    La macchina capitombolò nel dirupo spaccandosi contro gli alberi e abbattendo arbusti. Poi una potente esplosione ed io atterrita lo guardai.
    
    - Ma... Ma... la ciambella! Oddio c’era la ciambella da viaggio…
    
    Ma lui un niente proprio.
    
    Allora mi feci coraggio, e gli dissi
    
    - Dì un po’... Ma ti rendi conto cosa hai fatto?
    
    - ……..
    
    - Rispondimi. No, ma dico, ti dà di volta il cervello?
    
    Proprio guarda, non ci vidi più, glie lo dissi, proprio con una rabbia ma con una rabbia che secondo me ci rimase malissimo... Gli dissi, testuale proprio..
    
    - Tèh guarda, tèh. E adesso come riprendiamo il viaggio? La macchina, cazzo, era nuova!!
    
    Corsi contro di lui con la rosa tutt’afflosciata e lo presi a pizzichi sulle braccia, e lui non se l’aspettava che potessi reagire. Ma lui per tutta risposta mi tirò una lorda in faccia a cinque dita che finii in terra. Proprio le labbra mi battevano, già che avevo sbattuto sul cruscotto.
    
    Allora mi misi a frignare
    
    - Mi devi riportare indietro, io con te non ci sto più
    
    Poi guardai le nuvole lassù, la comprensione che non so …. e il cielo prese a far lampi.
    
    - Francesco io voglio tornare a casa. Mi devi portare indietro, voglio tornare da Mamma e Subito!!
    
    Lui incurante menò una scoreggia disumana.
    
    - ...
    ... Cosa?????
    
    Si, una scureggia disumana. Io rimasi di cazzo.
    
    Dov'era finito il mio uomo bello, eh? Mi sentii smarrito, impazzito, esterrefatto.
    
    - Francesco ma che cosa stai f…
    
    Menò un altro trombone.
    
    No vabbè.
    
    Poi esplose un tuono, e io che potevo fare? Strillai. Poi ancora un tuono ancora più forte, e vennero giù goccioloni d’acqua grosse così.
    
    Un tuono ancora e io strillai perché io ho paura dei tuoni. Con le mani in testa mi misi a girare a cerchio non sapendo più dove cazzo andare.
    
    E Lui? Un cazzo proprio.
    
    A questo punto, come dire…. A questo punto il ricordo si fa più vago….
    
    Ricordo che lui mise le mani in tasca, questo lo ricordo, e incurante della pioggia gelata si diresse tranquillo verso un casolare.
    
    Il casolare non distava molto da noi. Era un rudere malfermo tra arbusti e tutto fatto di tufi, e vecchie travi marcite cadute un po’ ovunque.
    
    Io continuavo a strillare sotto la pioggia, e non sapendo cosa fare mi misi a seguirlo come un’oca.
    
    Ricordo che vidi scomparire la sua sagoma nel buio fitto di una galleria, tutta di tufo, ed io, entrandovi, fui assalito da un puzzo rivoltante di bestiacce morte.
    
    Ricordo che lo chiamavo ma lui non mi rispondeva. Come cazzo sarei potuto tornare a casa senza che almeno Francesco mi tirasse fuori da una situazione assurda in cui mi ci aveva ficcato.
    
    Udivo lo scroscio dell’acqua e dalla volta percolava acqua piovana che passo dopo passo sentivo il fango schifoso sotto le mie scarpette. Io lo chiamavo ...
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