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L'amore e la violenza - 1987
Data: 26/06/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: HegelStrikesBack, Fonte: Annunci69
... poco. Sentii il leggero cigolio della porta e l’odore di mare misto a Davidoff che faceva la sua pelle. Non ci furono baci, né tenerezze. Accese la luce, la violenza inaudita della plafoniera a soffitto mi destò improvvisamente. “Con chi cazzo eri stasera?” “Amore ma che dici? Che ore sono?” “Non fare lo stronzo. Di chi è questa cazzo di sciarpa?” Brandiva una sciarpa in mohair beige. Non era mia, lo sapeva. E non era nemmeno sua. “È venuto a trovarmi Saverio” “Che ti ha fatto? Ti ha toccato?” “Ma no, ma no, figurati…” “Non ti credo, bugiardo!” Ne scaturì una lite infinita che tirò fuori da parte di entrambi un problema di fiducia. Io non ero tranquillo quando lui usciva per i carichi, temevo per la sua vita. Lui temeva che quando non c’era io ingannassi la solitudine con altri uomini. Non era così, a parte quella sera non era mai successo. Giungemmo a un compromesso dopo ore di lite: lui mi avrebbe portato con sé al carico successivo, io gli avrei dato modo di fidarsi di me. Al guardiano dissi che per nessun motivo al mondo Saverio avrebbe potuto accedere al comprensorio, gli allungai pure duecentomila lire per accertarmi che non ci fossero incidenti di percorso. Da quella sera ritrovai Saverio in ogni luogo in cui andavo. Cominciai anche a preoccuparmi in qualche modo ma sapevo che Saverio era completamente incapace di fare del male agli altri. A se stesso, invece, stava dando prova di essere un campione di ...
... autolesionismo. Finché appunto non si giunse al fattaccio. Bernardo aveva gli occhi iniettati di sangue mentre lo pestava a sangue. Io rimasi inerme, paralizzato da tanta violenza. Una violenza che non pensavo che potesse uscire dal mio uomo che tanto amavo e che tanto mi amava. Ingenuo com’ero non pensavo neanche che lo avesse ammazzato. In macchina verso casa il silenzio tombale era rotto solo dal rombo della Maserati. Arrivati a casa, mi diressi immediatamente verso la nostra stanza da letto, presi il cuscino e il pigiama di Bernardo e glieli lanciai sul divano “Che significa?” “Che io con te non ci dormo, stronzo.” “Stronzo? Io?” “Ma ti rendi conto di cosa gli hai fatto?” “Andava fatto!” gridò. “Era pericoloso. Andava fatto.” “Era mio amico da quando eravamo piccoli, non mi avrebbe torto un capello”, ringhiai con le lacrime agli occhi. “Così amico che però voleva scoparti come pagamento dell’affitto di casa sua eh? Io non ho amici così, ma forse ho sbagliato tutto.” “Non ti permettere di giudicarlo. E di giudicare me. Buonanotte.” “Io l’ho fatto solo per proteggerti, cazzo!” “Nessuno te l’ha chiesto Bernà.” L’urlo rimbombò nel salotto spoglio. Quando leggemmo la notizia della morte di Saverio vidi Bernardo veramente pentito. Venivamo da giorni di guerra fredda. Scoppiai a piangere, Bernardo mi abbracciò e mi accolse nel suo cardigan verde. “Mi dispiace” sussurrò. Neanche lui probabilmente aveva capito fino a quel momento la gravità ...