1. L'amore e la violenza - 1987


    Data: 26/06/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: HegelStrikesBack, Fonte: Annunci69

    ... alcuni furgoni e portate poi ai commercianti che le smerciavano. Una macchina oliata, pulita.
    
    Mi ero quasi tranquillizzato vedendo l’operosità e la scientificità con cui il tutto avveniva. Poi, d’un tratto il patatràc.
    
    Ero distante una cinquantina di metri da Bernardo, che con un walkie-talkie dirigeva tutte le operazioni, quando una mano si posò sulla mia spalla.
    
    “Ivan, dobbiamo parlare… io non ce la faccio più senza di te.”
    
    “Che cazzo ci fai qui? Vattene immediatamente per Dio!”
    
    Saverio ci aveva seguiti, era ubriaco, puzzava come un barbone.
    
    “Io ti amo, ti voglio… ti ricordi come scopavamo l’altra sera? Eh?”
    
    Barcollava, mi mise una mano sul culo.
    
    Lo allontanai con una spinta e lui alzò la voce. Bernardo si voltò vedendo la scena di Saverio che mi palpava il culo.
    
    A falcate ci raggiunse, gli sferrò un montante che gli fece letteralmente partire il naso.
    
    “Che cazzo fai qua figlio della merda? Eh? Cosa vuoi da Ivan, pezzo di stronzo?”
    
    “Bernardo lascialo stare è ubriaco!”
    
    “Che cazzo me ne fotte, lo ammazzo di botte questo figlio di puttana.”
    
    Seguirono, calci, pugni e ancora calci che il povero Saverio subiva rantolando, piangendo e sputando sangue dalla bocca.
    
    Per assicurarsi di aver finito bene il lavoro, lo buttò in mare.
    
    Qualche giorno dopo i giornali titolarono: “Centravanti del Notori trovato morto annegato al porto di Morea: si sospetta rapina finita male”.
    
    E invece no, era solo una storia d’amore finita male.
    
    Non so se ...
    ... fosse la prima volta che Bernardo pestava in quel modo qualcuno, ma di sicuro non era la prima volta che Saverio mi seguiva. Quando eravamo andati a casa sua a riprendere tutte le mie cose, Bernardo mi aveva aspettato giù in auto. 
Saverio aveva preso malissimo la notizia, si mise a piangere, a urlare che mi amava, che mi voleva. Ma io non amavo e non volevo lui. Non alzò le mani, non glielo avrei mai permesso, ma le allungò. Mi toccò il culo, mi disse che ero una troia, che lo avevo usato. Mise la mia mano destra sul suo cazzo, già barzotto nei jeans, mentre io cercavo di divincolarmi chiedendo se me lo ricordassi quello, che mi piaceva tanto una volta, prima di finire nelle mani di un mafioso di merda.
    
    Il problema è che non potevo contraddirlo: era vero. Lo avevo usato. Mi ero piazzato a casa sua perché non avevo un posto dove andare e sapendo quanto io gli piacessi avevo usato il mio corpo come merce di scambio per un po’ di sicurezza. Si era preso cura di me, mi aveva protetto, mi aveva salvato, mi aveva pure dato dei soldi per mantenere il mio stile di vita. E io non ci ho pensato due volte a voltargli le spalle. Mi sentivo sporco, viscido. E certo che mi piaceva il suo cazzo, certo che mi piaceva scopare con lui.
    
    Saverio faceva l’amore all’opposto di Bernardo. Era dolce, premuroso, tenero. Tutte cose che io non ho mai saputo gestire a letto. Poi pian piano, spesso anche sollecitato da me, saliva l’animale che aveva dentro e allora il sesso diventava improvvisamente ...
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