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L'amore e la violenza - 1986
Data: 24/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: HegelStrikesBack, Fonte: Annunci69
... cenno? Volgari. Cosa sono? Un cane? “Beh? Che c’è?” “Il signore là in fondo avrebbe piacere di averla ospite al suo tavolo.” Mi girai e Bernardo, per la prima volta, mi salutò alzando verso di me la flûte di champagne. “Grazie. Ci porti un Dom Perignon per favore. Ho la gola secca.” Percorsi i venti, forse quindici, metri che ci dividevano col cuore in gola. Era sicuro di sé, rideva con gli altri, beveva e fumava e mi sembrava così diverso. Incarnava tutti i vizi delle cattive compagnie che per anni mi avevano insegnato a non frequentare. E invece eccomi qui, praticamente seduto sulle sue ginocchia al tavolo di un night club dove non ero mai stato con gente che non avevo mai visto. Scolammo il Dom Perignon molto velocemente, il volume della musica non permetteva grandi conversazioni. Gli amici mi guardavano con un misto di stupore, ammirazione e curiosità: magari ero il primo ragazzo che veniva invitato a quelle serate. Bernardo non sembrava il tipo che va a uomini. Si avvicinò, il suo naso sfiorava le mie orecchie, le labbra vicinissime ai miei lobi adornati dalle anelle dorate. “Ti va di bere qualcosa in un posto più tranquillo?” Mi limitai ad annuire e la sua bocca così bella e virile si schiuse in un sorriso che aveva qualcosa di diabolico. Recuperammo i cappotti al guardaroba e uscimmo nel parcheggio. Ci guardavano tutti, la diva e il delinquente. Con garbo e forza al contempo mi sbatté contro la portiera della sua ...
... Maserati. “Ti voglio.” “Anche se non ho le tette? Anche se ho l’uccello?” “Sì, ma senti che culo che hai…” rispose ridendo e palpandomi. “…dai, seguimi.” Non fu facile seguire una Maserati con una Dyane ma feci del mio meglio. Bernardo viveva alle porte della città, in un comprensorio privato chiamato “Lo Zodiaco”, molto amato dalle personalità in vista di Notori. Ci fermammo davanti a una villa in beton brut, il classico esempio di brutalismo post-razionalista tanto in voga in quegli anni. Non appena scendemmo dalle automobili, Bernardo mi prese in braccio e mi portò dentro casa. Io, ubriaco e garrulo, sgambettavo implorando di mettermi giù. Lui rideva perché sapeva benissimo che mi piaceva stare in braccio a lui. Mi mise giù una volta entrati in casa, riempendomi di baci sul collo. Mi prese il cappotto in volpe che indossavo per coprire il body, scese i due gradini che dividevano l’ingresso dall’ampio salone e con fermezza e bramosia mi ordinò di spogliarmi per lui. Quanti strip-tease che avevo fatto davanti allo specchio, immaginando di spogliarmi per un uomo come lui. Ci misi tutto me stesso. Impiegai un tempo eterno a levarmi i quattro indumenti che avevo addosso, un tempo infinito fatto di gesti enfatizzati all’ennesima potenza. Lui, sul divano s’era tolto la giacca e sbottonato la camicia e mi guardava inebetito toccandosi il pacco. Un defilé in punta di piedi come se avessi i tacchi addosso mi portò fino a lui, gli montai sopra a cavalcioni e gli ...