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L'amore e la violenza - 1986
Data: 24/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: HegelStrikesBack, Fonte: Annunci69
L’11 febbraio del 1986, non avevo ancora compiuto 22 anni eppure ero già riuscito a farmi sbattere fuori di casa. Circa un anno prima c’era già stata una litigata furibonda tra me e mio padre: avevo speso 750.000 lire della cospicua paghetta che mi veniva elargita per comprarmi un abitino da cocktail di Thierry Mugler in paillettes argentate. Dio quanto mi piaceva! Lo avevo visto in vetrina da Rivola, in Piazza Dima. Dovevo averlo. Lo comprai e in omaggio presi anche una serie di schiaffi da mio padre. Mi diede dell’invertito, del malato, del ricchione. E sa perché? Perché mi mettevo un vestito di paillettes per stare in camera mia la sera a fare il karaoke delle canzoni che mi piacevano davanti allo specchio. Disse che non avrei avuto più un soldo finché non avessi ripreso uno stile di vita moralmente retto e consono al figlio di un avvocato dei più rispettabili e in vista della città, come quello di mio fratello Nicola. Il quale non ebbe mai una parola fuoriposto nei miei confronti. E la sera degli schiaffi si limitò a venire in camera mia ad abbracciarmi e a dirmi, non senza una certa fatica, che mi voleva bene così com’ero. Fu un sollievo ma i soldi mi servivano. Decisi dunque di investire su di me e mi feci imprenditore di me stesso. E diventai un marchettaro. Sì, sì ha capito bene. Il figlio dell’avvocato Danese che fa pompini per soldi. Tanti soldi per dirla tutta. Il primo a cadere nella trappola fu il Notaio Gualandi, che proprio di fronte a Rivola aveva ...
... lo studio notarile. Di lui si diceva che avesse vizi privati e pubbliche virtù. Non fu difficile irretirlo. Bastò prendere due aperitivi nel bar sotto il suo studio, ostentando il mio lato femminile. Cominciammo a vederci di nascosto. Io mi parcheggiavo con l’auto in Viale Cagliari, lui mi passava accanto con la sua Jaguar bianca, mi dava un colpo di fari ed era il suo segnale per dirmi di seguirlo. In circa quindici minuti arrivavamo dietro ai cantieri nautici ormai abbandonati, dove possedeva una rimessa invernale per il suo Yacht. Il posto perfetto per non essere visti da nessuno. Il Notaio Gualandi era tanto brutto quanto generoso, assomigliava a… si ricorda quel comico pugliese, quello delle orecchiette con le cime di rapa, scusi se non mi ricordo il nome ma ho sempre trovato la televisione così volgare da essermi insostenibile… ad ogni buon conto lui ecco. Un uomo viscido, dalle mani piccole e sempre sudaticce, mani che bramavano le mie terga più di qualsiasi altra cosa al mondo. Il mio culo era il suo panorama preferito. C’era un tavolo in quel capannone, io mi ci mettevo a pecora sopra, coi pantaloni calati, offrendogli così la sua mezz’ora di paradiso. Lo ammirava, spalancava le chiappe, leccava il buchino, ci infilava quelle ditacce umide, una volta volle persino che gli scoreggiassi in volto, mi scusi la volgarità, ma tant’è… io ero sconvolto ma pensavo a tutto lo shopping che ciò mi permetteva e per un cappotto doppiopetto di Christian Dior avrei fatto questo e ...