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Racconto di natale - 1, il misfatto
Data: 13/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... ormai duro e lo strattonò fuori dallo strappo. Impugnarlo e piantarselo in bocca fu un’unica mossa. Bisogna dire che Coda di Merluzzo era messo decisamente bene da quelle parti: lungo, ma agile e snello, il suo pene si divincolava nella stretta di Berretto Verde, regalandogli lunghe colate di siero denso e salmastro. Coda di Merluzzo ormai era del tutto fuori di testa: si sentiva risucchiare nella voragine viscida e calda, che era la bocca di Berretto Verde, che per compire l’opera gli aveva infilato due dita nell’ano ancora stillante della sua saliva. Un piacere lancinante gli percorreva avanti e indietro l’intera asta del cazzo, dai coglioni alla cappella, ondate di piacere che le facevano gemere e sospirare e alle quali ad un certo punto non resse più: con un urlo animalesco si abbandonò all’orgasmo e allagò la bocca del fortunato pompinaro con una marea di sperma colloso, che quello degustò lentamente, prima di ingoiare del tutto. “Puro nettare divino… - esclamò Berretto Verde, leccandosi le labbra, quando tutto fu finito – Forse è vero che sei figlio di una sirena del mare Egeo.” Gli occhi gli brillavano di libidine, quando si rialzò e rimase a contemplare Coda di Merluzzo ancora fermo in quella posizione. Il buco del culo roseo e pulsante, al centro dello spacco, sembrava chiamarlo… sembrava implorarlo… E Berretto Verde rispose: freneticamente si sbottonò i pantaloni, se li calò sotto le natiche assieme alle mutande, si impugnò l’uccello massiccio e, ...
... datoci due scrolloni per tonificarlo, lo puntò sull’orifizio aperto e spinse dentro. Per quanto fosse sciolto e rilassato per il gran desiderio che ne aveva, Coda di Merluzzo boccheggiò con un rantolo e avvampò in viso, non appena il massiccio cavicchio di Berretto Verde prese a farsi strada nel suo condotto anale ancora vergine: strinse i denti grugnendo, ma non lo fermò, confidando che fra poco il dolore si sarebbe mutato in un’estasi di piacere… almeno stando a quanto aveva letto nei racconti sulle riviste per adulti che teneva nascoste in un cassetto del comodino. Strinse i denti dunque, mentre Berretto Verde avanzava dentro di lui, grugnendo e soffiando a sua volta per il piacere che la strettezza del varco gli procurava: era la prima volta, infatti, che gli capitava di violare un culo vergine. Finalmente arrivò in fondo e i peli del suo pube premettero sull’anello stirato del giovane elfo, che lo fissava con gli occhi sbarrati, ansimando e gemendo. “Ti ho fatto male?”, grugnì Berretto Verde. “Sì” “Non temere, adesso passa, tesoro… adesso passa… E vedrai che bello…” Si fissarono negli occhi, mentre Berretto Verde aspettava che il buco dell’amico si adattasse all’ingombro e intanto gli carezzava dolcemente il petto, gli infilava le mani sotto la giubba e gli pizzicava i capezzoli appuntiti. Quando sentì allentarsi la morsa dello sfintere alla base del suo cazzo, Berretto Verde cominciò a muoversi… piano… un po’ indietro… sempre fissandolo negli occhi… poi ...