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Racconto di natale - 1, il misfatto
Data: 13/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... diavolo gli interessa a lui delle stalle, con tutto il lavoro che c’è da fare in laboratorio, che siamo a una settimana dalla vigilia di Natale e non siamo neanche a metà con gli ordinativi! Ma adesso mi sente! Adesso gliela faccio vedere io!”, e corse come una furia verso la porta che dava sul cortile, dall’altro lato del quale c’erano le stalle delle renne, il fienile e la rimessa delle slitte. Spalancò la porta, ma la neve che cadeva abbondante a larghi fiocchi lo bloccò sulla soglia. Rabbrividì sotto lo spesso vestito di feltro rosso, consapevole che si sarebbe inzuppato fino al ginocchio, se fosse andato avanti, rovinando irrimediabilmente le preziose babbucce di velluto, dono l’anno precedente della Fata Turchina, di cui era segretamente innamorato. Richiuse, allora, la porta e tornò verso il Laboratorio Giocattoli, rimuginando fra sé chissà quali biechi propositi. Mentre Babbo Natale così si arrovellava nella sua stizza, nel fienile si verificava un tragico incidente: andati nelle stalle per controllare fino a quando sarebbe bastata la provvista di fieno, mentre si aggirava fra una balla e l’altra, Coda di Merluzzo scivolò e cadde sul pavimento a gambe all’aria. Senonché, nella caduta il retro dei pantaloni gli si impigliò ad un chiodo, producendo uno strappo giusto nel mezzo, esponendo un lembo delle candide sue carni. C’è da dire che per motivi suoi personali, il giovane elfo non portava le mutande. Vedendolo cadere, Berretto Verde accorse premuroso ...
... per prestargli aiuto, ma quando si trovò davanti agli occhi il lembo esposto delle candide carni, perse il lume della ragione: allungò le mani rapaci, afferrò i margini dello squarcio e diede uno strappo, allargandolo ancora di più; dopo di che ci si avventò famelicamente e affondò il volto nel solco delle natiche. Guidata da un radar tutto suo, la lingua non faticò a trovare il fatale orifizio e ci si immerse con una bramosia degna forse di miglior causa. Beh, questo è quello che avrebbe detto forse uno scrittore moralista, ma io che moralista non sono, so che non c’è causa migliore che infilare la lingua nel buco del culo del maschietto che ti piace. E alzi la mano chi non è d’accordo. Insomma Berretto Verde iniziò a slinguare con frenesia l’intima apertura del giovane amico, lappandola tutt’attorno e sprofondandoci fin dove gli era possibile. Basito, ma non certo contrariato, da quella operazione, Coda di Merluzzo cominciò a sguaiolare e a dimenarsi più di quanto avrebbe suggerito il suo nome, rovesciandosi maggiormente le gambe sul petto e allargandosi lui stesso il culo con le mani, in modo da agevolarlo. Senonché contorcendosi come un’anguilla sotto i colpi di lingua, ecco che le palle gli sgusciano fuori dallo squarcio. Appena se ne accorse, sentendosele premere sulla fronte, Berretto Verde prima ci veicolò sopra la lingua e poi le ingoiò entrambe succhiandole con passione. Fu allora che, quasi senza rendersene conto, afferrò con due dita la base del cazzo ...