1. Sogni d'estate (edm.23 - ultima puntata)


    Data: 28/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69

    ... incitavamo reciprocamente a toglierci un indumento finendo col restare scalzi e solo in slip vicino al fuoco.
    
    “Propongo – disse un barcollante Eugène – di dare a Fabio le giuste soddisfazioni che gli abbiano negato questo pomeriggio al fiume”
    
    Provai, per finta, a sottrarmi fuggendo verso il casolare, ma ero talmente ubriaco che, al secondo passo, incespicai su una delle coperte cadendo di pancia tra le generali risate.
    
    Fu Andrea, calatimi gli slip alle ginocchia, a possedermi per primo: con le mani tese in avanti mi abbandonavo al calore e al piacere gridando “Oh si! Ancora, ancora, ancora!” verso le stelle mute. Toccò poi la volta di Roberto ed, infine ad Eugène: tutti mi riempirono del loro nettare caldo con un ardore reso ancora più travolgente dal delirio alcolico.
    
    Soddisfatto e nuovamente grondante stavo per assopirmi quando il mio demone biondo mi fece alzare in piedi e prese a baciarmi appassionatamente mentre Andrea e Roberto, posti al mio fianco, si alternavano nel masturbarmi; sentivo, eccitante, la presa salda delle loro mani intorno al mio cazzo che si era fatto di marmo.
    
    Ansimavo fuori di me assaporando i morsi voluttuosi di Eugène sulle orecchie, i baci su tutto il collo fin sotto il mento, la sua foga selvatica poi, non pago, spinse la lingua dentro la bocca a cercare la mia avviluppandola in un bacio totale; fu proprio in quel momento che, pazzo di godimento, esplosi in una eiaculazione immane, quale mai, in ventuno anni di vita, avevo ...
    ... avuto.
    
    Il mio sperma, caduto sopra la brace che, non più alimentata, stava spegnendosi, produsse un quasi impercettibile sfrigolio e una minuscola esalazione di fumo si levò nell’aria, disperdendosi subito.
    
    Dopo che i miei amici ebbero diligentemente gettato sui resti del falò l’acqua contenuta nei quattro secchi, sfiniti, andammo a dormire.
    
    Nel piccolo ambiente antistante il laboratorio unimmo i nostri sacchi a pelo, due sotto, a guisa di materasso, e due sopra, a mò di coperta e ci addormentammo vestiti solo di slip e maglietta.
    
    La mattina fui il primo a svegliarmi in un conturbante groviglio dove, oltre ai corpi, si mischiavano sogni ed umori.
    
    Sentivo il tepore della loro pelle e il suono dei respiri ancora dormienti mentre, cercando di sfilarmi dal loro dolce peso, mettevo le mani dietro la nuca restando li ad assaporare, fin nei più reconditi dettagli, la smania eccitata che montava, possedendomi ancora.
    
    Non so se fosse dovuto all’alcool che ancora avevo in corpo o alle immagini del giorno precedente: la mia erezione fu pulsante e durissima, quasi dolorosa oltre che umida, ma resistetti all’impulso prepotente di farmi una sega affondando la testa nei riccioli di Eugène che dormiva al mio fianco e nutrendomi, ancora una volta, di lui.
    
    Erano circa le dieci quando lasciammo quel luogo magico per tornare alla nostra vita usuale.
    
    Il 25 agosto si avvicinava veloce diviso com’ero tra i preparativi per la missione archeologica a Santorini, i sopralluoghi alla casa ...
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