1. Sogni d'estate (edm.23 - ultima puntata)


    Data: 28/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69

    Sogni d’estate (EdM.23 – ultimo episodio)
    
    “I just can’t get you of my head
    
    Boy, your lovin’ is all I tihink about”
    
    (Kylie Minogue, “Can’t get you out of my head”, 2001)
    
    Che cos’è la felicità? Quel qualcosa che tutti ci arrabattiamo ad inseguire, raggiungere, afferrare?
    
    E’ qualcosa di statico o consiste, invece, in un non so che di mutevole come il moto ondoso divenendo, di fatto, un anelito, un “tendere a” che incessantemente mutandosi, si rinnova dei nostri slanci?
    
    Può l’essere umano, non importa se sia esso uomo o donna, etero oppure omosessuale, giovane o vecchio, essere davvero felice in questa dimensione materiale che ci è concessa, per un frammento infinitesimale, di spazio-tempo?
    
    In quella lontana estate di inizio millennio avrei risposto, con la sciocca e poetica sicumera dei 21 anni, che si, indubbiamente, la felicità esiste e consiste nell’amare ed essere amati, nell’inseguire i propri sogni impegnandosi a fondo per realizzarli e per condividerli.
    
    Il 10 luglio vennero ufficialmente pubblicati i risultati dell’esame che furono motivo di un gioioso e debordante orgoglio: Eugène prese 90, Andrea 82 e Roberto 73, numeri che, data la situazione di partenza dei tre amici (ovvero il credito formativo del triennio precedente pari, praticamente, a zero), avevano quasi del miracoloso.
    
    Andrea e Roberto con le rispettive fidanzate partirono subito per la Sardegna; io ed Eugène fummo, invece, inseparabili per buona parte di quella lunga e caldissima ...
    ... estate: già il giorno dopo la notte messicana eravamo tornati nel mio piccolo bilocale cittadino onde consentire, a lui, di visitare quotidianamente la madre e, a me, di dedicarmi alla revisione dell’articolo accademico: la scadenza era sempre più vicina ed ero determinato a fare un ottimo lavoro.
    
    Mentre Eugène era via, passavo pomeriggi interi, davanti al mio apprezzatissimo pc portatile, a digitare parole come un ossesso, sommerso da vocabolari e testi specialistici che lasciavo disordinatamente aperti sul tavolo rotondo della zona giorno. Non saprei spiegarne il motivo ma, piuttosto che alla scrivania, mi piaceva lavorare lì; trovavo una migliore concentrazione.
    
    Di sera cenavamo abbastanza tardi, di solito noi due soli e in alcune occasioni con Alba, poi, non appena la presa del caldo soffocante mollava un po', facevamo l’amore perdendoci in tutte le mille sfumature del desiderio.
    
    Talvolta a dominarci era una passionalità selvatica: ci provocavamo con dispetti maliziosi e poi, vestiti solo di intimo, iniziavamo una sorta di lotta, buttandoci reciprocamente a terra in una zuffa erotica di morsi, sgambetti, contorcimenti complessi che finivano con la soccombenza di uno (più spesso, anche se non sempre, ero io a cedere) che, a quel punto, concedeva tutto sè stesso al corpo, esultante e sudato dell’altro.
    
    “Ti arrendi?” mi chiedeva Eugène bloccandomi i polsi a terra col viso quasi appiccicato sul mio e i riccioli a solleticarmi la fronte
    
    “No, mai! Lurido vichingo!” ...
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