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Sogni d'estate (edm.23 - ultima puntata)
Data: 28/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69
... seduto e, colto da non sa quale fantasia, mentre i miei amici erano placidamente stesi, presi ad ad asciugarli con piccole frizioni utilizzando le loro t-shirt. Si sentivano solo il gorgogliare dell’acqua e i suoni della natura. I membri dei miei amici, corroborati dal tepore della pietra, ricominciavano a dare inequivocabili segni di vita. Iniziai da Roberto: steso nello spazio aperto tra le sue gambe divaricate, presi a baciarlo su una spalla per poi seguire tutto il perimetro del suo corpo fino al piede e risalire dall’altro lato soffermandomi, con particolare lascivia, sulla grande vespa tatuata sul ginocchio che mi aveva sempre eccitato. Il suo odore di torello a riposo era afrodisiaco al pari della sua, ora incontenibile, erezione: mentre continuava ad restare steso con le mani dietro la nuca, cominciai a succhiare il suo uccello enorme, gustandolo tutto, centimetro dopo centimetro, con un movimento che, al graduale aumentare della profondità acquisiva maggior frenesia. Andrea ed Eugène si erano voltati verso di noi e col capo di poco rialzato poggiato sul gomito, ci guardavano masturbandosi lentamente. Questa visione mi eccitò ancora di più e aumentai l’intensità dei miei affondi orali sul cazzone di Roberto fino a quando lui si drizzò a sedere e, aiutandosi con un ultimo colpo di mano, esplose, caldo e denso come sempre, nella mia bocca. Assaporato il seme, la mia voglia crebbe ancora: insaziabile, con le labbra gocciolanti, mi gettai sul sottile ...
... corpo di Andrea coprendolo di baci ovunque fino a quando lui, rinsaldatosi nella posizione sul fianco, mise una mano dietro la mia schiena per trattenermi meglio infilandomi in bocca il suo cazzo durissimo; poi, afferratomi per i capelli, dosò sapientemente il suo piacere con ritmici affondi e rilasci. Ero così, contortamente semidisteso sulla roccia, totalmente dedito a gustare l’intimità di Andrea quando sentii un peso sulla schiena e poi, subito, una mano bagnata di saliva farsi strada, sicura, tra le natiche. Capii subito che si trattava del mio riccioluto demone e, mente continuavo a spompinare senza sosta, distesi le gambe in modo da accoglierlo meglio: mi ritrovai così a perdermi nel godimento con una intensità totale; il membro di Andrea affondava fino alla gola, proprio mentre quello, ancor più fantastico di Eugène, sprofondava nelle mie viscere. I loro movimenti, così come i miei gemiti disperati, si fecero sempre più veloci e profondi fin quando, con perfetta sincronicità, percepii due effluvi brucianti inondare ambo le aperture del mio corpo sfatto. Mi girai di schiena con un braccio spalancato e l’altra mano già protesa verso il cazzo durissimo per masturbarmi mentre ancora assaporavo, sulle labbra e tra le natiche, le voluttuose viscosità, ma non ne ebbi il tempo: due piedi imperiosi si posarono sui miei avambracci ed un terzo, quello di Eugène, si fermò sullo sterno. “No, tu adesso no! Festeggerai questa sera!” “Ma io non resisto!” “Devi imparare a ...