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Sogni d'estate (edm.23 - ultima puntata)
Data: 28/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69
... controllarti, per ora gustati questa!” dette queste parole iniziò a pisciarmi in faccia, subito imitato dagli altri due, mentre io dibattevo la testa da un lato all’altro ansimando, con le labbra dischiuse, per il mancato appagamento del desiderio. Quando si furono svuotati del tutto scivolai lentamente nell’acqua fredda e riacquistai, con non pochi brividi, la padronanza di me ponendomi contro la roccia umida proprio al di sotto della cascata che alimentava la pozza. Mi ritrovai per un istante ad osservare quella porzione di mondo da un angolo visuale del tutto particolare, posto al di dietro del punto di caduta dell’acqua: le immagini e i suoni acquisivano una consistenza ovattata come se fossero lontani anni luce, pur trovandosi a pochi metri da me. Nel riverbero colorato delle gocce, con il collo appoggiato all’umida roccia e ormai abituato, o comunque non più spaventato da quelle temperature, vidi i ragazzi rivestirsi, stendere i miei abiti sul ramo di un albero in pieno sole e, prima di andarsene, rivolgermi dei cenni che nella rifrazione dell’acqua mi giungevano moltiplicati. Quando li vidi risalire il sentiero, tornai a stendermi nudo sulla roccia e vi rimasi finché non fui completamente asciutto. Poi, indossate solo le scarpe, perché i vestiti erano ancora umidi, ripresi il sentiero – in salita avendo la valle alle spalle non soffrii le vertigini – dirigendomi verso il casolare per prendere dallo zaino vestiti puliti e una felpa leggera. Rientrai “in ...
... società” nel tardo pomeriggio, quando il sole aveva già iniziato a declinare sull’opposto versante: Andrea e Roberto, al centro del primo terrazzamento, avevano mirabilmente completato il lavoro iniziato da me ed Eugène. All’interno di un cerchio saldamente delimitato da grossi sassi avevano accesso un bel fuoco rastrellando con estrema cura la parte adiacente onde evitare che qualche scintilla, fuggendo durante la cottura della carne, potesse favorire pericolosi incendi. Per maggior sicurezza erano stati disposti a debita distanza quattro capienti secchi, recuperati chissà dove, riempiti nel torrentello vicino. Tale accortezza, oltre a tenere in fresco gli alcolici, sarebbe tornata utile in seguito per spegnere i resti del focolare. Intorno al cerchio di sassi Eugène aveva disposto delle coperte a quadretti portate da casa e delle ceste di vimini, recuperate dal vecchio laboratorio: tutto contribuiva a creare la perfetta atmosfera di allegra scampagnata tra amici. “Oh! Finalmente sei tornato: iniziavo ed essere preoccupato!” “Ho preferito farmi bello per la serata!” “E hai fatto bene!” intervenne Andrea “Tieni: prendi una birra!” offrì, stranamente sollecito, Roberto “Siete troppo gentili: il diavolo blandisce prima di finire le sue vittime! Devo preoccuparmi?” “Noi – precisò Eugène – facciamo solo quello che tu veramente desideri, quindi non devi temere nulla!” Scoppiammo tutti a ridere brindando con i primi sorsi di birra con il piacevole suono di una nota ...